| Tratto da "
Deep Diving and Submarine Operations " Part 2- quarta ed. 1935,
autore Sir. Robert H. Davis, direttore generale della Siebe Gorman
Diving Apparatus (riassunto tradotto dall'articolo). IL TUNNEL ALLAGATO DEL SEVERN La coraggiosa impresa di un palombaro ..... Nessuna storia del tunnel sotto al fiume Severn sarebbe completa senza riferimento al lavoro fatto da Mr. H. A. Fleuss e dal palombaro Alexander Lambert quando, durante la sua costruzione, il tunnel improvvisamente si allagò. Dato che i tentativi di rimuovere l'acqua mediante pompe sommerse non ebbero successo, fu deciso di inviare un palombaro per chiudere la presa a mare sotterranea, ma siccome lo stesso avrebbe dovuto trascinarsi nel tunnel trainando l'ombelicale ( a quel tempo duro e pesante "n.d.r." ) per oltre 400 mt, i suoi movimenti sarebbero stati notevolmente ostacolati.Giunta all'orecchio questa informazione, tale Mr. Fleuss si offrì volontario alla Siebe Gorman & Co. per un'immersione condotta con l'uso di un apparato da respirazione autonomo subacqueo nel tentativo di chiudere la paratia metallica nel muro di testa, qualcosa come oltre 300 mt dal pozzo di accesso. Il signore in questione non aveva mai realizzato esperienze di immersione o di lavori subacquei eccetto alcune immersioni amatoriali condotte per testare l'apparecchio da lui inventato. Il 3 nov. 1880 Mr. Fleuss lasciò Londra alla volta di Portkewett con il suo apparecchio ed al suo arrivo alla mattina del giorno dopo, gli furono mostrati i disegni del pozzo di accesso e quant'altro disponibile per individuare la via per la chiusa, ma nessuna indicazione gli fu data sulla situazione dei lavori all'atto dell'allagamento e le molte difficoltà egli avrebbe incontrato. Accettò i servizi di un caposquadra palombaro presente sul luogo quale aiutante e, dato che il classico sistema di segnalazione normalmente in uso con i plaombari non sarebbe stato utilizzabile ( mancanza dell'ombelicale "n.d.r."), si affrettò ad istruirlo sul codice dei segnali che avrebbe applicato. |
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| Il fondo del pozzo era a
circa 70 mt di profondità con acqua per 13 mt., ed a 3 mt. sopra
l'acqua era stata installata una piattaforma, mentre una scala dalla
superficie attaverso la piattaforma arrivava sino al fondo. Come Lamber
fu edotto del lavoro da svolgere, gli fu chiesto di scendere per primo
sul fondo del pozzo con attrezzatura ordinaria e lì attendere vicino
all'entrata, in maniera per cui avrebbe aiutato Mr. Fleuss a rimuovere
la cima di sicurezza ed ad indirizzarlo nella giusta direzione (forse
aveva paura che 300 mt di cima gli sarebbero stati d'intralcio "n.d.r."). Non c'erano lampade subacquee a quel tempo, e l'oscurità sott'acqua era assoluta (doveva essere un bel buio "n.d.r."). Mr. Fleuss scese lungo la scala e si aggrappò all'ultimo scalino, ma non riuscì a sentire il fondo del pozzo; si lasciò comunque cadere producendosi in una discesa di 1 mt., qiundi regolandosi sulle pareti del pozzo, si mosse con precauzione verso sinistra sinchè trovò l'entrata del tunnel. Raggiunta che l'ebbe, trovò il palombaro Lamber che l'aspettava.I due si strinsero la mano (sembra più un addio "n.d.r.") e come d'accordo Mr. Fleuss si tolse la cima di sicurezza e partì nel buio cercando di orientarsi come meglio poteva con le rotaie del tunnel. La via era piena di detriti e oggetti di carpenteria pertanto era impossibile capire l'orientamento stando in piedi; si accovacciò e cominciò ad avanzare tastando le rotaie con le mani. Inizialmente trovò una quantità enorme di fango soffice e una piccola apertura dove potersi inoltrare attraverso travi di sostegno ed altro. Ritornò indietro all'entrata dopo un'ora e cercò la presenza di Lambert per riallacciarsi la cima di sicurezza. Lanciò poi il segnale alla superficie, 4 strappi, per farsi recuperare sino alla scala e Lambert seguì appresso. Ebbe poi da Fleuss la notizia che era riuscito ad inoltrarsi per circa 100 mt., e che pensava di ritentarvi ancora. Provò nuovamente ad inoltrarsi usando una sonda per sentire le rotaie, poi tentò un'altra volta con un bastone tastando il soffitto. Dopo diversi tentativi, ogniuno dei quali portò Fleuss procedere sempre più avanti verso la chiusa, Lambert gli chiese di provare l'apparato autonomo e di capire come funzionava. Nel pomeriggio ebbe la possibilità di provarlo per un'ora o due e di impararne l'utilizzo. |
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Il giorno dopo Lambert, con il suo
speciale aiutante, arrivò all'entrata del tunnel, togliendosi la
propria cima di segnalazionee partì lungo il tunnel.Per tutto il tempo
di attesa Fleuss rimase seduto sul bordo della piattaforma contando i
minuti, che divennero esattamente 1 ora e 30 minuti prima che Lambert
riapparisse all'apertura riallacciandosi la cima di segnalazione e
chiedendo di essere recuperato. |
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A cura di , Walter Cucchi, membro della Historical Diving
Society Italia
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