OKEANOS e gli articoli di storia della subacquea 

Tratto dal libro:
" La Fotografia Subacquea"
curiosità dei primi cento anni


di Danilo Cedrone , fotografo professionista e membro del Consiglio della Historical Diving Society Italia

Louis Boutan nasce a Versailles il 6 Marzo del 1859 .

Nel 1870, quando il giovane Louis ha da poco compiuto gli undici anni ed è dunque nel pieno di dell'età dei sogni e delle grandi avventure, Giulio Verne dà alle stampe il suo celeberrimo " Ventimila leghe sotto i mari".
Le illustrazioni del libro ritraggono degli uomini che indossano scafandri in tutto simili a quelli ideati nel 1864 da Rouquayrol - Denayrouze ( i precursori in assoluto dei nostri moderni erogatori ).
Non sappiamo con certezza se tutto o parte di tutto ciò abbia influito sulle decisioni e sulle scelte professionali del futuro Dr. Boutan, fatto è che , nel 1892 - 1893, lo vediamo, con tanto di laurea in Scienze, vocazione di naturalista, scafandro e macchina fotografica, scendere nelle acque di Banyuls-sur-mer per effettuare i primi tentativi di scatti fotografici subacquei.
Boutan aveva il non indifferente supporto logistico del Laboratorio Aragò, dove aveva lavorato e compiuto importanti ricerche naturalistiche, nonché appreso le tecniche dell'immersione con lo scafandro sin dal 1886.
Già nel 1892 aveva deciso quale tipo di macchina fotografica adottare per le riprese e suo fratello Augusto, laureato in ingegneria, ne aveva disegnato la scafandratura.
L'apparecchio fotografico scelto era del tipo "detective", una macchina a box che conteneva 10 lastre formato 9 x 12.Il fuoco era fisso, mentre i diaframmi erano regolabili ed i tempi erano costituiti da una posa B, un tempo lento ed un veloce.
Una serie di circostanze negative aveva fatto sì che la ditta scelta per la realizzazione della custodia non effettuasse nei tempi dovuti la consegna, sicché, con grande disappunto di Boutan, il progetto dovette essere rinviato all'anno successivo; appunto il 1893.
Grazie all'opera di un bravissimo meccanico, David, che realizzerà anche i progetti futuri, la scafandratura fu costruita nel laboratorio di Aragò.
Quanto Boutan fosse un profondo conoscitore delle arti fotografiche, per lo meno alla data fatidica, non possiamo saperlo con certezza.
Il suo operato comunque lascia adito a notevoli perplessità considerando che alla fine del XIX secolo nel campo della fotografia era stato inventato quasi tutto.
Era nato anche il colore e la prima foto di questo tipo che si conosca fu scattata nel 1877 da Louis Ducos du Hauron, lo stesso che, nel 1866, ne aveva realizzata una con il metodo dei colori primari.
Proprio nel 1893 furono scattate da Auguste e Louis Lumiere le prime immagini a colori con il metodo interferenziale.
Boutan, stando a quanto da lui riportato, invece, si dibatteva ancora con le problematiche connesse alla sensibilità delle lastre ed alle conseguenti lunghissime esposizioni ( dai 10 ai 30 minuti ).
Già da molti anni invece erano stati fotografati i cavalli in corsa, cosa che richiedeva tempi brevissimi e materiale ad alta sensibilità.
Innumerevoli pubblicazioni tipo "Ricettario Fotografico", edito ad esempio in Italia Dalla Hoepli, riportavano dei procedimenti per "accrescere fino a quattro volte la rapidità delle lastre" ( acqua distillata cc 1000, Nitrato d'argento gr. 10, Acetato d'ammoniaca liquido gr. 0,5).
Poi c'erano obbiettivi molto luminosi e di diverse lunghezze focali inclusi i grandangolari spinti, esposimetri come il Fotometro di Woodbury ed il sistema esposimetrico H & D ( Hurter & Driffield ) adottato, su vasta scala, fin dal 1890.
Molto probabilmente egli era a conoscenza di tutto questo e la scelta di una "detective" ( poi rinnegata nella costruzione delle apparecchiature successive ) era stata dettata solo dal fatto di poter scattare dieci immagini nel corso di una sola immersione.
A disposizione c'erano tanti libri di fotografia fra cui il famoso " La Photographie", del Davanne, pubblicato nel 1886 e che sicuramente fu da lui consultato.
Sta di fatto che le prime immagini furono molto povere e lo indussero ad adottare quasi immediatamente un sistema di illuminazione artificiale, mediante un complesso ed ingegnoso flash al magnesio, per far fronte al fatto che, sul piano pellicola, giungeva pochissima luce.
L'illuminazione supplementare in fotografia era già stata adottata do lungo tempo: nel 1852 Aubree, Millet e Lebogne avevano utilizzato la luce elettrica per i ritratti e, nel 1859, Crooke aveva, per la prima volta, usato il magnesio.
Boutan inviò una relazione all'Accademia delle Scienze di Parigi e la notizia che erano state effettuate delle foto subacquee destò notevole interesse nella stampa mondiale al punto che," La Science Illustrée" del 2 dicembre 1893, gli dedicò un articolo ed un'illustrazione.
Il passo successivo, in questi suoi tentativi, ce ne mostra la genialità e l'intuizione anche se la conoscenza delle leggi ottiche in fotografia lascia molto a desiderare.
Nel 1895 fa costruire da David un apparecchio non stagno in cui tutto è a contatto con l'acqua comprese le lastre.
I risultati non ci furono in quanto l'obbiettivo, immerso nel mare, non poteva trasmettere le lunghezze d'onda nella stessa maniera in cui lo faceva in aria.
L'idea abortì ed allora, insieme a David, decise di costruire - siamo nel 1898- un apparecchio formato 18 x 24, dotato di messa a fuoco regolabile e di un obbiettivo luminoso per uso esclusivamente subacqueo: un precursore, con 60 anni di anticipo, della famosa Calypso ( poi Nikonos ).
I risultati ci furono e le immagini ottenute possono essere definite delle buone "foto subacquee".
Nel 1899 effettua delle riprese a cinquanta metri di profondità con illuminazione elettrica.
Nel 1900pubblica il suo famoso libro intitolato " La Photographie sous-marine " in cui tratta, nelle prime cento pagine, di storia della fotografia e di procedimenti fotografici, e nelle rimanenti, del laboratorio di Aragò, delle discese con lo scafandro e degli apparecchi fotografici.
Senza dubbio Louis Boutan è stato un personaggio di un certo rilievo; più naturalista che fotografo, più genialoide che tecnico.
A lui dobbiamo essere grati, non per essere stato l'inventore della "fotografia subacquea", bensì per essere stato il primo fotografo subacqueo della storia e per aver aperto una strada che tanti altri avrebbero seguito negli anni.

Danilo Cedrone

A cura di , Walter Cucchi, membro della Historical Diving Society Italia

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