A.S.D. OKEANOS
La navigazione subacquea

LA BUSSOLA E LA NAVIGAZIONE COSTIERA 

La navigazione costiera è un modo di navigare mantenendo in vista i riferimenti che si trovano a terra. 
La navigazione piana consiste nell'utilizzo e nella raccolta dei dati necessari a trasferirsi via mare dal punto A al punto B e per fare questo occorrono, oltre alla bussola da rilevamento e alla carta nautica, squadrette con goniometro, righe parallele, compasso e una conoscenza minima sul magnetismo terrestre e della carta nautica. 
La terra si può considerare un enorme magnete il cui polo Nord magnetico è situato pressappoco a 71° Nord di latitudine e 92° Ovest di longitudine, quindi nell'America Settentrionale, e non coincide con il Nord geografico o Nord vero, che si trova nella calotta polare artica. 
La differenza fra il Nord geografico e quello magnetico è costituita da un angolo, variabile nel tempo e nella posizione, che prende il nome di declinazione magnetica, indicata con la lettera d. 
Su ogni carta nautica è riportata la rosa dei venti, che oltre alla suddivisione dei gradi riporta al centro: 
- il valore della declinazione riferita ad un determinato anno, con segno + (più) corrispondente ad Est (E), oppure con segno - (meno) corrispondente ad Ovest (W), 
- la variazione annuale della declinazione, che può aumentare o diminuire. 
Per calcolare la declinazione dell'anno attuale si deve: 
- moltiplicare la differenza tra l'anno di lettura della carta e l'anno cui corrisponde la declinazione, riportata nella rosa dei venti, per la variazione annuale, 
- il risultato deve essere sommato o sottratto al valore della declinazione riportato sulla carta, se la variazione aumenta o diminuisce. 
Nella navigazione piana il valore della declinazione dell'anno attuale si arrotonda, per eccesso o per difetto, al grado intero e deve essere sommato, se Est, o sottratto, se Ovest, alla rotta rilevata sulla carta e quindi impostata sulla bussola. 

Esempio: Decl. (1976,o) 2°40' W Dim. ann. 5' 
Questo significa che nel 1994, dopo 18 anni, la declinazione è diminuita di 90' o 1°30', che sottratta a 2°40' sarà di 1°10' W, pari a 1° W. 
La rotta sulla carta corrisponde a 96°, ma sulla bussola si imposterà 95°. 

Altri fattori che interessano la navigazione, ma legati ad imbarcazioni a propulsione meccanica, sono: 
- la deviazione magnetica, che è l'angolo compreso tra il Nord magnetico e il Nord bussola, quando questa è influenzata dalle masse metalliche e dai campi magnetici dell'imbarcazione, 
- la variazione magnetica, che è la somma algebrica della declinazione e della deviazione. 
Ma tutto questo esula dalla dispensa ed è un'altra storia, che può essere approfondita con i testi riportati nella bibliografia. 
Le carte nautiche per la navigazione costiera sono di scala media, compresa fra 1:250.000 ed 1:60.000. 
Tutte le carte riportano ai margini destro e sinistro la scala della latitudine ed ai margini superiore ed inferiore la scala della longitudine. 
La latitudine e la longitudine, espresse in gradi ° ed in primi ', servono per carteggiare, cioè risolvere graficamente vari problemi di navigazione che si riconducono a:
- individuare un punto sulla carta conoscendone le coordinate:
sulle scale della latitudine e della longitudine si riportano i valori conosciuti e da questi punti si tracciano le rispettive parallele al meridiano ed al parallelo;
l'intersezione delle due rette darà la posizione sulla carta del punto. 
Nell'esempio di fig. 12, il punto A ha le seguenti coordinate: Lat. Nord 37° 55' e Long. Est 13° 12'. 
- determinare le coordinate di un punto sulla carta:
si opera in modo inverso al precedente. 
Individuato il punto si tracciano le rette parallele ai meridiani ed ai paralleli, fino ad incontrare le scale della longitudine e della latitudine dove si effettua la lettura delle coordinate. 
Nella fig. 12, il punto A si trova a Lat. N. 37°55' e Long. E. 13°12'. 
- determinare la direzione della rotta tra due punti: 
si unisce il punto di partenza e quello di arrivo con una retta e la si prolunga fino ad incontrare un meridiano, che indica il Nord Geografico; 
si misura l'angolo formato dalla retta con il meridiano in senso orario, utilizzando la squadretta goniometrica;
la lettura ci darà due valori, uno minore e l'altro maggiore di 180°. Basta ricordare che se la rotta è verso Est avrà il valore inferiore, mentre se è verso Ovest avrà quello maggiore. 
Nell'esempio di fig. 13 la rotta da A a B, verso Est, è di 50°, mentre la rotta da B ad A, verso Ovest, è di 230°. 



- misurare le distanze in miglia marine:
(1' = 1 miglio marino = 1852 metri), si apre il compasso sui due punti e si riporta l'apertura sulla scala della latitudine. Se con il compasso non si copre tutta la retta, si rileva una distanza sulla scala della latitudine di "tot" primi e si fa camminare il compasso lungo la rotta "tot" volte e calcolando alla fine il tratto residuo. 
Per convertire abbastanza approssimativamente la distanza da miglia a chilometri si raddoppiano le miglia e si toglie 1/10 dal risultato. 
Inoltre le carte nautiche indicano: l'andamento della costa, la profondità dei fondali con le batometriche, la natura del fondo, i pericoli e gli ostacoli, i segnalamenti per la navigazione. 

Rilevamento del punto barca 


Navigando per mare è sempre importante conoscere dove ci troviamo per verificare se stiamo andando nella rotta calcolata e quindi nella giusta direzione o nel caso si debba chiamare un soccorso. 
I sistemi di rilevamento del luogo di immersione, descritti in precedenza, sono utilizzabili anche nella navigazione costiera per trovare il punto barca sulla carta nautica, ma purchè la barca sia all'ancora e quindi ferma. 
Anche se siamo in navigazione dobbiamo individuare dei punti noti sulla costa, effettuare i rilevamenti con la bussola e riportare le letture sulla carta. 
Punto barca con due rilevamenti (fig. 14): 
si scelgono prima i due punti da rilevare, e poi si esegue la lettura sui punti; 
si tracciano i rilevamenti sulla carta e l'intersezione delle due rette darà il punto barca. 
Perché il punto risulti ben determinato è necessario che i due rilevamenti differiscano fra loro di un angolo superiore ai 30° e non superiore ai 150° e si devono eseguire quasi simultaneamente. Più breve sarà il tempo intercorso fra le due letture, più preciso sarà il punto barca sulla carta. 

Punto barca con tre rilevamenti (fig. 15): 
Tre rilevamenti sono più attendibili di due e la procedura è identica alla precedente. 
L'intersezione delle tre rette formerà un triangolo, al cui interno è il punto barca. 
Più precisi saranno i rilevamenti e meno tempo sarà trascorso fra le tre letture, più piccolo sarà il triangolo e più attendibile sarà il punto barca. Ma non sempre sulla costa sarà possibile individuare due o tre punti su cui fare i rilevamenti e pertanto saremo costretti a fare il punto barca con un solo rilevamento. 
Per attuare questo metodo dovremo avere a bordo un contamiglia, che ci permetterà di conoscere la distanza percorsa nel tempo intercorso fra i due rilevamenti sullo stesso punto. 



Il metodo più comune (fig. 16-a) consiste nel: 
- seguire una rotta rettilinea ed effettuare il primo rilevamento, riportando sulla carta sia la rotta che la lettura del rilevamento e segnando il valore del contamiglia, 
- continuando sulla stessa rotta, dopo un pò di tempo, effettuare un nuovo rilevamento sullo stesso punto, ma che differisca dal primo di almeno 30°, e riportarlo sulla carta con il nuovo valore del contamiglia, 
- dedurre la distanza percorsa fra i due rilevamenti, 
- trasportare parallelamente il primo rilevamento per la distanza percorsa ed il punto d'incrocio fra il secondo rilevamento ed il primo trasportato darà il punto barca al momento del secondo rilevamento. 
L'altro metodo, uguale al precedente per i primi tre punti, si differenzia alla fine (Fig. 16-b). 
Si trasporta una linea parallela alla rotta e di lunghezza pari al tragitto percorso, fino a toccare con le estremita le linee dei rilevamenti. 
Il punto di contatto con il secondo rilevamento, è il punto barca al momento della seconda lettura. 



Torna all'indice


Torna ad inizio pagina

Okeanos Home Page


Questo articolo è di Daniele Dardi e può essere pubblicato solo con la sua autorizzazione


Copyright © 1998-2002 A. S. D. Okeanos - Insieme alla scoperta del mare