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La zonazione del fondale

La zonazione biologica del Mar Mediterraneo segue il modello di Pérès e Picard, studiato nel 1964, il quale prevede la zonazione verticale dei fondali con la suddivisione in Piani, considerati come intervalli di profondità all'interno dei quali le condizioni ambientali risultano abbastanza omogenee.
Uno dei fattori che  influenza maggiormente la distribuzione degli organismi sul fondo è la luce, che divide l'ambiente bentonico in due sistemi:

il SISTEMA FITALE o LITORALE è l'insieme di zone dove la luce che vi arriva consente la  crescita  delle  piante e prende anche il nome di "provincia neritica". Comprende i Piani: Sopralitorale,  Mesolitorale, Infralitorale e Circalitorale;

il  SISTEMA  AFITALE o PROFONDO  è  dove  la  luce non arriva in quantità sufficiente  per la crescita  degli organismi vegetali  ed è popolato esclusivamente da animali. Per il modello internazionalmente in uso, la suddivisione del sistema profondo si estende da circa -130/150 mt. fino alla massima profondità e comprende il Piano Batiale, il Piano Abissale ed il Piano Adale.

Non si può indicare una batimetria fissa fra la separazione dei due sistemi in  quanto la  profondità  che  la luce può raggiungere subisce, come abbiamo già visto, diverse influenze.

Nell'ambito del Sistema Litorale si  individua la Zona di Spruzzo o PIANO SOPRALITORALE, che comprende la parte della costa  al di sopra del livello di escursione dell'alta marea e che è raggiunto dall'acqua solamente dal moto ondoso ed in particolare durante le mareggiate. Questa zona, che sulle coste rocciose ha una estensione verticale anche di qualche metro sul livello del mare, rimane spesso asciutta e tracce di umidità si trovano solo nelle pozze, formatesi tra le spaccature  delle rocce, dove la temperatura dell'acqua aumenta notevolmente e la concentrazione  salina diventa spesso elevata per l'evaporazione, formando ai bordi i cristalli di sale.
Queste fenditure sono popolate da una fauna marina specializzata, in grado di sopportare prolungate emersioni rallentando il proprio metabolismo, che si sposta da un nascondiglio all'altro o che,  per resistere  al dissecamento, si  rinserra ermeticamente nei gusci dei quali è provvista, mantenendo all'interno una minima quantità di acqua.
Alcuni animali che si incontrano in questa zona delle coste rocciose, popolata dalle alghe azzurre e verdi, sono: il granchio corridore, la littorina o chiocciolina di mare (Mollusco Gasteropode), i denti di cane (Cirripide), il gambero sega e la Ligia italica (Crostaceo Isopode) o porcellino delle scogliere.
Mentre sul  bagnasciuga delle spiagge e fra le foglie di Posidonia oceanica spiaggiate si trova la pulce di mare, piccolo crostaceo.

Sotto la Zona Sopralitorale si trova la ZONA MESOLITORALE, regno delle alghe incrostanti, che è soggetta ad essere sommersa dalle maree anche se, come accennato in precedenza, queste non superano i 50/60 cm., con eccezione dell'Alto Adriatico e del Golfo di Gabes in Tunisia.
Sulle coste rocciose questa zona è caratterizzata dalle incrostazioni delle alghe azzurre che, disgregando le rocce calcaree sulle quali si fissano, conferiscono a queste un intenso colore nero simile a sporcizia portata dal mare.
Sulle rocce non battute dal mare, un'altra alga incrostante  crea dei gradini chiamati Trottoir, che segnano il livello di escursione della marea.
Gli organismi che popolano questa zona hanno adattato i loro ritmi biologici alle immersioni ed alle emersioni legate alla fasi delle maree.
I fondi sabbiosi sono abitati da Anellidi, Molluschi e piccoli Crostacei, mentre sui fondali rocciosi troviamo, oltre ad alcuni del Piano Sopralitorale, delle Spugne, alcuni Molluschi, come patelle e cozze, alcune Attinie, come il pomodoro di mare, che vivono fissate alle rocce e che possono rimanere all'asciutto per il periodo della bassa marea, mentre nell'acqua si trovano molti avannotti di varie specie, oltre a piccole bavose e ghiozzi.

IL PIANO INFRALITORALE, che corrisponde alla zona eufotica, si estende dal limite minimo della marea fino al limite di sopravvivenza delle piante fanerogame marine, la Posidonia e le Zostere, e raggiunge una profondità variabile fra i -30 e i -40 mt.
E' la zona dove la vita marina è più abbondante, sia nelle forme animali che vegetali, ed è quindi quella di maggior interesse per i subacquei, anche se risente maggiormente delle variazioni delle componenti fisico-chimiche.
In questa zona si possono distinguere principalmente i seguenti tipi di fondale:
roccioso, sabbioso e le praterie di Posidonia.

Scendendo al di sotto dei 40 mt. si entra nel PIANO CIRCALITORALE, che si estende fino ad una batimetria di circa 200 mt., e che è caratterizzato da materiali detritici che formano il
fondale coralligeno e quello fangoso.

Anche se di scarso interesse per noi subacquei sportivi, dedichiamo un poco di spazio al Sistema Afitale o Profondo, partendo dalle profondità dove la luce non riesce a prenetrare  e in cui inizia il PIANO BATIALE, che costituisce il 90 % del fondo marino e che si estende fino ai -3.000 mt. di profondità.
Costituito prevalentemente da fondali fangosi ed in minima parte da quelli rocciosi, ha una biocenosi poco conosciuta, a causa delle difficoltà di esplorazione di quelle profondità, che negli ultimi anni è stata eseguita con minisommergibili o robot filoguidati e muniti di strumenti da ripresa, come macchine fotografiche e videocamere.

E scendendo oltre i 3.000 mt. si entra nel PIANO ABISSALE che raggiunge i -6.000 mt., la cui presenza nel Mar Mediterraneo è messa in discussione da alcuni studiosi. E' abitato da pesci abissali, caratterizzati da bocca e denti molto grandi e da uno stomaco dilatato, che può contenere specie più grandi di loro. Alcuni di questi pesci sono stati ritrovati spiaggiati sulle coste meridionali.

Il PIANO ADALE non è riscontrabile nel Mar Mediterraneo che, per le sue caratteristiche batimetriche, ha una profondità massima di 5092 mt..

Daniele
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Questo articolo è di Daniele Dardi e può essere pubblicato solo con la sua autorizzazione

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