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Aprile1999 Attrezzatura in spalla e muniti di tanta
voglia di fare belle immersioni e/o rilassarsi al sole, il nostro
allegro gruppetto di sole 6 persone, è partito, il 4 aprile, alla volta
di Hurgada sotto l'esperta guida e sorveglianza del nostro "leader
group" Nicola Marcabi. |
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| Come guide abbiamo avuto prevalentemente
due ragazze (anche carine, con somma gioa dei maschietti!!!) di nome
Anna ed Elisabetta, più Alessandro, un simpatico istruttore, che ci
hanno guidato in immersioni bellissime ed in piena sicurezza sui fondali
del mar Rosso. Fra le miriadi di pesciolini di varie dimensioni, con
colori vivacissimi e geometrie perfette, abbiamo anche visto una
tartaruga marina che mangiava placidamente e qualche squalo che è
passato in lontananza senza neanche accorgersi della nostra presenza.
Grande fortuna per tutti noi, ma in particolare per Daniela che,
completando le immersioni in acquee libere del corso O.W.D., ha ricevuto
il brevetto sott'acqua, al termine della seconda giornata di immersioni. La profondità media si aggiravano intorno ai 15 mt, salvo una puntata sui 25, e ci permetteva di potere ammirare i colori brillanti ed allegri del reef e della vita sottomarina! Credo che anche i miei compagni non possano smentirmi nel dire che una delle immersioni più belle (per quanto mi riguarda, la più bella) è stata quella all'Acquario di Allah, una roccia che si erge dal fondo tipo fungo, che abbiamo girato, e dove c'era una concentrazione altissima di pesci di tutti i tipi, forme e colori che scorrazzavano più che tranquillamente da una parte all'altra, passando davanti ed intorno a noi, ignorandoci completamente. |
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| Se sott'acqua era un
"paradiso", il "purgatorio" arrivava al momento di
dovere uscire dall'acqua; specialmente i primi giorni. Il vento era così
forte e fastidioso che facevamo una gara a chi arrivava per primo
all'asciugamano e conseguentemente al lauto pranzo caldo. Preparato
dallo staff egiziano della barca, dopo "lezioni" mirate
principalmente su un uso equo di peperoncino ed altre spezie locali da
parte dei ragazzi del diving, e servito all'interno della barca, veniva
finito nel giro di pochi minuti (boccuccie di rose, fra tutti...!!) non
solo per la fame data dalle due immersioni ma sopratutto perchè era
davvero molto gustoso. Al rientro in hotel c'era più o meno il crollo; il sole e le immersioni stesse richiedevano almeno un paio di ore di tranquillità, una sana doccetta e poi via .. a cena (cucina internazionale).La cena di una delle ultime sere è stata una cena tipica egiziana e, salvo alcune iniziali perplessità su ingredienti e sapori "inusuali", alcuni di noi si sono trovati d'accordo nel dire che era stata forse la migliore cena che avessimo fatto in albergo. Dopo cena siamo andati un paio di volte ad Hurgada; Nicola, esperto del luogo e delle varie abitudini, ci ha fatto provare la divertente esperienza di prendere il pulmino "pubblico", sicuramente più lento a causa delle varie fermate ma indubbiamente più tipico e genuino che si ferma con la sola alzata della mano. La principale caratteristica degli autisti di qualsiasi mezzo, incluso biciclette,è l'uso sfrenato del clacson che serve per salutare, chiedere strada, chiedere se hai bisogno di un passaggio, verificare se il clacson funziona, fare da sottofondo musicale e quanto altro possa venire in mente; il tutto accompagnato dalla guida ad alta velocità rigorosamente con fari deboli se non spenti e nella corsia opposta (non perchè guidano all'inglese ma perchè gli piace così!) All'inizio, il terrore si taglia con il coltello anche perchè i mezzi usati, prevalentemente macchine, sono così ridotti male all'esterno (all'interno ci sono le fodere di pelliccetta e la plastichina a coprire il cruscotto nonchè ninnolini vari) che pensi che non possano fare più di 10 mt., ma poi la musichina egiziana che mettono ti prende e ti dimentichi di dove sei! Una volta arrivati in paese, Nicola ci ha portato a girò per la cittadina; ogni tanto qualcuno "spariva " dentro qualche negozio invitato (talvolta molto insistentemente) dal proprietario "solo per vedere" e ne usciva con narghilè, oggettini di argento o pietre più o meno preziose, T-shirt, spezie etc. etc. Per quanto tutti i negozianti fossero degli ottimi venditori ( come si dice a Firenze, credo che ti avrebbero venduto anche la mamma!), il più simpatico credo che sia risultato quello della Casa del Papiro che oltre a mostrarci le sue creazioni in papiro invecchiato con effetti fluorescenti delle varie figure in assenza di luce, ci ha fatto morire dal ridere con le barzellette e modi di dire imparati in Italia e pronunciati non solo con una padronanza perfetta della nostra lingua, ma addirittura simulando un forte accento fiorentino. Foto "compromettenti" ci ritraggono inoltre a fumare il narghilè con il tabacco alla mela verde tutti vestiti da "egiziani" con in testa tanto di "turbanti "per i ragazzi e veli, che cadevano continuamente, per le ragazze! |
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| Le uniche due note negative di tutto il
viaggio sono state: a) il fatto che Nicola non abbia potuto fare nemmeno
mezza immersione a causa dei problemi all'orecchio riportati in piscina
pochi giorni prima della partenza; b) la notturna che più che una
immersione è stato un vero e proprio percorso di guerra! Vestiti di tutto punto, incluso bombola carica e piombi in vita, abbiamo percorso non so quante centinaia di metri non solo al buio e cercando di seguire una "pista" alquanto approssimativa, ma anche sul reef appuntito che non facilitava sicuramente l'equilibrio. Il peggio è stata comunque l'uscita; non contenti infatti del tragitto percorso all'andata, abbiamo trovato il sistema di farne uno ancora più lungo con il buio ancora più fitto e la stanchezza ovviamente triplicata (eravamo anche digiuni!!). L'immersione di per sè non è stata malaccio ma non credo che abbia emozionato particolarmente nessuno di noi, anche perchè, a parte un granchio gigante, l'ambiente è più ricco e vivo di giorno. L'allegra combriccola è comunque ripartita alla volta di Firenze non solo contenta e soddisfatta della settimana, della compagnia ed ovviamente delle immersioni, ma con la testa già a fantasticare magari un capo d'anno in crociera sul Mar Rosso ( in effetti sarebbe estremamente importante sapere cosa fanno i pesci il 31 dicembre 1999 !!!) con apertura dello champagne sott'acqua! Al prossimo viaggio, |
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