Gli articoli dei soci dell' A.S.D. OKEANOS

dicembre 1998
Una domenica con "Tarzan"

Salve a tutti,
mi è stato chiesto di scrivere qualcosa di inerente alla subacquea dal nostro caro amato web-master "Pega"; come posso contraddire il volere di colui che ci permette di essere in contatto con tutti voi che entrate in questo sito?
Allora ho preso carta e penna !? e ..................
Correva l'anno 1998, mese di dicembre quando io (a proposito non vi ho ancora detto chi sono: Maurino, piacere) e altri 8 pazzi (visto la temperatura) abbiamo deciso di andare a fare un paio d'immersioni su due relitti, il famoso Genepesca e il Tabarka.
La squadra era così composta: Maurino, Alberto, Robertino, Miglio, Dima, Mamo, Baccino, Morro, Claudio.
Fra tutti spiccava la figura del "Morro" che a dispetto della temperatura non proprio estiva e delle nostre mute stagne si preparava ad immergersi con una semplice muta umida da 5 mm, facendo accapponare la pelle a tutti.
Una volta raggiunto il punto dove a -32 (all'elica) giace la grande sagoma del Genepesca, il nostro Comandante e Capo Barca "Tarzan" (un Mito), gettava l'ancora dicendo: "Ragazzi l'ancora è a un paio di metri sulla sabbia vicino alla fiancata del relitto."
Chi non conosceva Tarzan lo guardava con occhio stralunato pensando : "E questo come fa a sapere di preciso dov'è andata a finire l'ancora?"
Ma chi invece come me, ha avuto modo di conoscere Tarzan, semmai si stupiva del fatto che stavolta non avesse centrato il fumaiolo.

Ci siamo preparati e poi siamo scesi tutti insieme, (l'ancora era esattamente dove aveva detto Lui), abbiamo visitato tutto il relitto e seguendo il piano d'immersione concordato prima d'immergerci siamo tornati in superficie.
Non ho detto niente di quello che abbiamo visto perché a parte il fascino del relitto in sé non c'é stato molto da vedere.
Tornati in superficie siamo subito partiti verso il secondo relitto che abbiamo raggiunto dopo circa 15 minuti di navigazione, nel frattempo il Mitico Tarzan tirava fuori dalla Cambusa: formaggio, salame, pane e vino che venivano fatti sparire in un tempo che avrebbe fatto invidia anche a Silvan, fra tutti spiccava il Morro che dopo aver finito l'aria nel momento in cui usciva dall'acqua era stato il più svelto a spogliarsi e gettarsi sulle cibarie.
Dopo la rifocillazione ci siamo preparati alla seconda immersione, stavolta Tarzan dice: "L'ancora è nel centro del relitto, quando tornate mettetela sul sabbione, così si può recuperare più facilmente."
Stavolta nessuno ha fatto facce strane d'incredulità, l'esperienza precedente era bastata per conoscere che quello che diceva era vero.


Paolo "Tarzan", dalla plancia di comando del Maria Giustina
Foto di Menconi M.

Stavolta siamo scesi a coppie (Maurino-Miglio, Robertino-Dima, Alberto-Morro, Mamo-Baccino-Claudio),
il Tabarka al contrario del Genepesca non è in buone condizioni in quanto è il relitto di un trasporto truppe della seconda guerra mondiale centrato da una cannonata e quindi affondato che giace sul sabbione ad una profondità di 25 metri circa.
Appena scesi vediamo le lamiere sparse e la parte centrale dello scafo (che è quella più intera) con l'ancora esattamente al centro, sorrido e mentre giro la testa vedo il Miglio spalancare gli occhi come se avesse visto un fantasma indicando la direzione dietro di me, mi giro e faccio in tempo a vedere una cernia di circa 1 metro di lunghezza che si infila sotto delle lamiere sul fondo.
Prontamente accendiamo le torce e andiamo ad abbronzarla un po', visto che mi sembrava un po' palliduccia.
Era proprio una bella cernia di quelle che non è facile vedere, poi è arrivato Mamo con il suo bazooka da 250 watt, e praticamente l'ha arrostita.
Scherzi a parte, quella cernia stanzia quasi sempre intorno al relitto perciò invito tutti quelli che andranno a guardarla, fotografarla, filmarla, comunque sempre a rispettarla in quanto è sempre più difficile fare incontri del genere e penso che sia infinitamente più bello potersi immergere tante volte in sua compagnia piuttosto che far uscire lei dall'acqua una volta sola.
Bene, detto questo continuiamo con la cronaca, lasciata la nostra amica ai fatti suoi e preso appuntamento per la prossima volta, ci siamo avvicinati al relitto centrale e abbassandoci nello spazio tra il relitto e il fondo ci ha accolto uno spettacolo semplicemente favoloso, un branco (una ventina circa) di corvine tutte di taglia grossa che stavano tutte insieme sotto al relitto in compagnia di due grossi gronghi, vi giuro che abbiamo praticamente scaricato le batterie delle torce illuminando quel turbinio di pesci che ci stava di fronte, devo dire che quello spettacolo ci ripagava della levataccia e della temperatura, tanto che il Morro non voleva più venire via, ormai non sentiva più neanche il freddo.
Una volta risaliti, mentre ci spogliavamo erano tutti commenti su quello che avevamo visto, zittiti ad un certo punto da Tarzan che si è presentato con un "catino" (3 Kg.) di spaghetti, un salame, 5 litri di vino. Ecco allora che Robertino vedendo che mancava qualcosa dallo zaino tira fuori un barattolo di melanzane piccanti fatte dalla mamma, da quel momento ho perso il controllo della situazione, tutto quello che vedevo erano fette di pane, di salame, melanzane piatti di spaghetti e bicchieri di vino che passavano da destra a sinistra e viceversa.
Quando la bolgia si è calmata ecco il Baccino che per non essere da meno di Robertino tirava fuori dallo zaino un panettone, allora Tarzan prendeva 2 scatole di biscotti e una bottiglia di vinsanto, il tutto sparito come la roba precedente.
Morale, meglio comprare una muta stagna a tutti piuttosto che invitarli a cena.
E dopo 2 moka di caffè e il grappino di rito tornavamo in porto a Cecina da dove salutato Tarzan, prendevamo la strada di casa, contenti di aver fatto due belle immersioni ma sopratutto di aver passato una domenica in compagnia di Amici e di esserci divertiti non solo nel momento del "bagno"ma anche e sopratutto nello stare un giorno insieme.
Bene, credo di aver detto tutto quello che abbiamo fatto quella domenica, sapendo che ne seguiranno sicuramente altre e se pensate che vi farebbe piacere passare una giornata così contattateci non si sa mai.....

Alla prossima volta...
.... Maurino

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