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Caulerpa racemosa
Sono un docente di Matematica e Fisica di 55 anni, appassionato di biologia marina e subacqueo da quando avevo cinque anni: prima in apnea e cacciatore da più di venti anni con l’autorespiratore e solo fotografo ed osservatore del fondo. Ben 4 fa anni, immergendomi con mio figlio Diego (oggi ha 19 anni),abbiamo osservato la presenza in alcuni tratti della costa pugliese (fra Torre canne e Bari sud) di piccoli insediamenti quasi tutti entro i 5/6 metri, di caulerpa racemosa e subito abbiamo informato le autorità scientifiche della zona: Dott. Giovanni Marano (Direttore dell’Istituto Provinciale di Biologia Marina di Bari), il Dott. Raffaele Vaccarella (Direttore dell’Acquario Provinciale di Bari) ed il Dott. Gianni Bello biologo e ricercatore presso lo stesso acquario di Bari); anzi abbiamo fatto anche di più portando loro dei campioni per una conferma di identificazione, campioni che dopo l’identificazione sono anche stati deposti in alcune vasche per essere osservati meglio ma che dopo alcuni giorni sono morti dissolvendosi nell’acquario. Da allora ad oggi non abbiamo fatto altro che informare i suddetti dell’espansione del fenomeno fornendo loro dati, foto e campioni: di qui sappiamo che c’è stata anche una pubblicazione scientifica in merito, ma che non abbiamo mai né visto né letto. Poiché disponiamo di un acquario mediterraneo (raffreddato) di oltre settecento litri, abbiamo anche ripetutamente prelevato dei campioni, ma sistematicamente dopo un massimo di 15 giorni le palline costituenti le foglie della caulerpa diventavano sempre più chiare fino ad essere quasi trasparenti e poi morivano, mentre la caulerpa prolifera prelevata nello ionio (in quanto nella nostra costa è assente), viveva e continua a vivere benissimo; abbiamo anche provato a non farle convivere nello stesso acquario ma abbiamo ottenuto analoghi risultati. Oggi ci troviamo in una situazione che definisco quasi allarmante e disastrosa in quanto lo sviluppo della caulerpa racemosa ha raggiunto livelli tali da ricoprire quasi integralmente tutto il fondale compreso fra Torre canne e Bari da qualche metro sino ai venti, venticinque metri (è il tratto di costa e la profondità che frequentiamo sistematicamente). Questo tratto di costa aveva la prerogativa di essere costituito da pre-coralligeno sin dai primi 8/9 metri di profondità e quindi ricchissimo di vita coloratissima e rigogliosissima: oggi è tutto verde, soffocato dalla caulerpa che ha anche invaso le oasi di sabbia circondando ma non ancora invadendo le poseidonie, arrivando in zone scure ben oltre le imboccature delle numerose grotte sommerse . Le gorgonie (eunicella cavolini e eunicella stricta) che riempivano fitte gli scogli sin dai 7 metri ora sono rade e piccolissime; le ascidie sono diventate rarissime, tutti i bryozoi che coloravano i fondali sembrano addirittura spariti, le infinite varietà di spugne si sono ridotte a qualche esemplare di axinella e restano solo quelle specie che vivono nelle cavità al buio, le innumerevoli varietà di nudibranchi sembrano quasi scomparse,…… è tutto una immensa e continua distesa di piccole palline verdi a grappoli che rende lo scenario tutto verde e quasi spettrale. Come ulteriore dato che ritengo importante aggiungere è che all’apparire della caulerpa sono anche apparsi alcuni altri animali che erano inesistenti nella nostra costa e cioè i talassoma pavo, ed i pesci pappagallo (scaro o Sparisoma cretese) che hanno avuto una massima presenza lo scorso anno ma quest’anno sono notevolmente diminuiti; in una grotta presso Polignano a mare a circa tre metri di profondità abbiamo trovato una “Bursatella leachi”(non posso allegare al momento le foto in quanto non dispongo di scanner per diapositive ma se è necessario vi posso duplicare ed inviare direttamente le diapositive) . Infine ci tengo anche a far sapere che sempre quatto anni fa, per un intero anno solare sono uscito tutti i sabato, in barca con un amico che effettuava la pesca al tonno gigante ed ho preso nota di tutti gli avvistamenti fatti di cetacei: basta uscire 2/3 miglia dalla costa e si trovano branchi di delfini ..in qualunque periodo dell’anno; tutti i dati su queste osservazioni sono a disposizione di chiunque ne abbia bisogno: noi in puglia non abbiamo un santuario ma abbiamo i cetacei in abbondanza Prof. D’Alessandro Roberto Mola di Bari |
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