Gli articoli dei soci dell' A.S.D. OKEANOS

WALEA  . . semplicemente paradiso . . .

Cari soci e non,
sono Camilla, ormai sapete chi sono; adesso ho quasi 15 anni e sono qui per raccontarvi del viaggio che abbiamo fatto a Walea, un’isoletta dell’arcipelago delle Togian, nel Sulawesi, in Indonesia. Premetto subito che tutti gli aggettivi che utilizzerò, come eccezionale, fantastico e simili, sono riduttivi, perché non riescono a descrivere neanche un quarto della bellezza di questo posto.
Maurino che ci era già stato 3 anni fa aveva provato a descriverlo ma, per quanto si fosse sforzato, la realtà ha superato di gran lunga le sue parole.

Dunque, la mattina del 29 Febbraio la sveglia a casa mia è suonata un’ora prima del solito, ovvero alle 5. Appena ho aperto gli occhi mi sono detta: “oh, finalmente si parte !!”. Ho fatto la doccia in un nanosecondo, ho bevuto, o forse è meglio dire trangugiato, quanto latte mi permetteva il mio stomaco chiuso dall’emozione e poi alle 5.40 io e il babbo abbiamo caricato i bagagli in macchina e siamo partiti. Il ritrovo era fissato alle 5.45 davanti alla piscina Costoli, con il pullman, che tra l’altro è arrivato anche in ritardo, e, dopo aver sistemato le valigie nel bagagliaio e salutato amici e parenti, con grande dispiacere della Sara ( vero Lallina ?! ) siamo partiti.


Partenza

La banda di pazzi che si stava dirigendo all’aeroporto di Roma era costituita da: Maurino, che non può mancare, la Chiara, con i suoi mitici “gni”, Alessio, anche detto il super Nano, la Fiore, con la macchina fotografica appannata, Natale, ovvero Valentino Rossi (questo perché a Walea aveva praticamente una guida privata che si chiama Stoner…), la Sara, o meglio la Lallina, con il suo sposo Leonardo, l’amico grande, Paolino, con le sue mitiche battute, Michelassimo, il mio babbino detto anche Lallino, e non potevo certo mancare io all’appello. Intanto, su un’altra strada ma con stessa destinazione, ci affiancavano Mauro Galardi, che ha sofferto un sacco per i massaggi fatti a Walea ( hihi….un po’ di moto durante l’anno fa bene … hihi), la Serena, che si è immersa senza problemi dopo quasi un anno che non entrava in acqua, e infine, la più piccola del gruppo, ma anche la più saggia visto il livello di pazzia generale, Martina, che in questo viaggio ha anche fatto la prima prova sub.
Sul luogo ci aspettavano Roberto, detto “il Ciccio”, e Barbara che sono partiti la settimana prima facendo di questo viaggio il loro viaggio di nozze!!!
Durante il tragitto, oltre ad aver dormito, le “cavolate” si sono susseguite uno dopo l’altra ( come per tutto il viaggio del resto ) e Maurino ci ha consegnato le magliette del viaggio, provviste di nomi, destinazione, anno e logo Okeanos.
Siamo arrivati all’aeroporto di Roma, e dopo aver sbrigato le pratiche aeroportuali, siamo saliti sull’aereo, bellissimo, che ci avrebbe portati a Singapore. Alle 12.01, quando l’aereo si è staccato dalla pista, è cominciata un’odissea di 24 ore ( a cui aggiungere il fuso orario di +7 ore ) composta da:
- 2 ore di pullman, tragitto Firenze - Roma
- 12 ore di aereo da Roma a Singapore, con battaglia di cuscini all’atterraggio
- 3 ore di attesa all’aeroporto di Singapore, enorme e assolutamente stupendo, soprattutto munito di massaggiatore per i piedi
- 3 ore di aereo da Singapore a Manado, con altra battaglia di cuscini all’atterraggio
- 2 ore da Manado a Luwuk con un aeroplanino talmente piccolo che alcune valigie sono dovute rimanere a terra ( vero Chiara ??!! )
- 2 ore di guida folle da Luwuk a Pagimana su pulmini sparati a 90 km/h in stradine di montagna. Durante questo tragitto ci siamo fermati ad un piccolo mercato dove abbiamo incontrato alcune famiglie locali veramente carine
- infine, altre 2 ore di barca, al cui termine siamo finalmente arrivati a Walea………ore 23.00 locali


Bunaken dall'aereo


Pulmini


Il pontile di Walea

Ci hanno accolti Lele, uno dei 3 mitici italiani proprietari del resort, e una parte dello staff indonesiano, nonché i novelli sposi Ciccio e Barby. Dopo aver sistemato le valigie e aver fatto una doccia rinfrescante, siamo andati a mangiare ( non c’avesse a mancare!!!! ) e ci hanno portato un bel piatto di lasagne al ragù, da buoni emiliani. Dopo un po’, però, siamo andati a nanna, perché eravamo veramente troppo stanchi. Il giorno dopo, il primo della vacanza, ci siamo svegliati alle 7 e abbiamo fatto colazione, con frutta e pane e marmellata. Alle 8.30 siamo partiti per la prima immersione con le due mitiche guide che ci hanno accompagnato per tutta la vacanza: Ade e Stoner. Il primo dive site (come lo chiamano loro) si chiama LABUWAN 1, e dopo il briefing, che non era altro che: “25 minutes with reef on the leftside/rightside and then 25 minutes with the reef on the rightside/leftside”. Abbiamo visto i mini cavallucci marini, i pigmy, che sono dei cavallucci marini di dimensioni che non superano il centimetro, un platax allo stadio giovanile, tanti balestra blu, i pesciolini di barriera e qualche nudibranco. La secondo immersione, a LOLOSI, abbiamo visto più o meno le stesse cose. La cosa bellissima di questa immersione è che ad un certo punto c’è un canalone spettacolare, pieno di vita. La terza immersione è stata quella dal pontile, dove abbiamo incontrato il mitico Ettore, un barracuda di circa 1 metro che è stato quasi addomesticato, qualche pesce palla e il pesce ago fantasma ornato. Il giorno dopo, purtroppo, sono stata colpita da febbre e qualcos’altro che non mi sembra appropriato dire, e quindi sono dovuta rimanere a letto mentre gli altri si godevano le immersioni senza di me … sob …
Comunque, vi dico pari pari quello che c’è scritto sul logbook di Maurino, così non posso sbagliare.
Hanno fatto 3 immersioni dal pontile, dove hanno visto più o meno le solite cose, e 6 fuori, precisamente:
GEGOLAN 4 - Pinna bianca, pappagalli dal rostro, napoleoni, carangidi e sul plateau una marea di pesci di barriera di tutti i tipi
LAMPU 2 ( che in indonesiano significa faro ) - Pigmy giallo, platax, murene, tanto corallo bellissimo
GEGOLAN 3 - Pinna bianca, pappagalli dal rostro, tonni, tanti ma tanti pesci bandiera, barracuda
PASAR IKAN ( che in indonesiano significa mercato del pesce ) - Barracuda grandi e un branco piccoli, branco di carangidi, napoleone gigante, poca visibilità
KURA KURA( che in indonesiano significa tartaruga ) - Seppia e coralli ( forse l'immersione meno interessante )
TALAWEGA 1 - Pigmy, tantissimi pesci colorati, una distesa impressionante di corallo a corna d'alce bellissimo, spugne gigantesche.


Bargi Banti


Crinoide

Pesce Mandarino fra i coralli

Pesce foglia
Il secondo giorno senza immersioni (04/03), fortunatamente, la mia febbre ha cominciato a scendere ( dopo 2 giorni che dormivo era anche l’ora!!!!! ) e sono tornata a mangiare al ristorante facendo un ingresso di scena con tanto di applausi e acclamazioni… Il terzo giorno mi ero completamente ristabilita, ma, un po’ per costrizione e un po’ per prudenza, sono rimasta a terra. Il quarto giorno, però, non mi teneva più nessuno, e sono tornata sott’acqua come se nulla fosse. Quando ho risentito l’acqua sulla pelle è stata una gioia immensa!!!
Dunque, le immersioni del 06/03 sono state quattro. La prima era di nuovo GEGOLAN 4 dove abbiamo visto tonni, carangidi, un balestra pagliaccio, un balestra titano, carangidi in accoppiamento, un pesce combattente, un’aragosta e un ghiozzo di fuoco. La seconda era dal pontile, dove abbiamo visto Carlotta e Giorgino, ovvero la murena e il dentice vicini di casa di Ettore, e il pesce foglia con tanto di scherzo di Ade, che prima di farcelo vedere ci ha indicato una foglia vera e propria!!!
La terza immersione ha un nome stranissimo: KERANJANG, dove c’erano tanti nudibranchi e dove la Chiara si è data all’inseguimento dell’aquila di mare. La quarta immersione, la notturna, è stata fatta a LABUWAN 2, che è famosa per le spanish dancers, ovvero le ballerine spagnole che sono degli invertebrati appartenenti alla famiglia dei nudibranchi. Altre cose interessanti viste in questa immersione sono state le basket star, che sono tipo crinoidi ma con le venature nere e i filamenti bianchi e più grandi almeno 5 volte; poi abbiamo visto dei granchi molto simpatici, alcune alicia mirabilis e anche achantaster (corone di spine), che è una specie di stella marina spinosa che mangia i coralli, e che appena viene vista da qualcuno, quel qualcuno la prende e la porta in superficie. Quella sera Lele ha organizzato l’ormai famosa prova di leccata del piatto. Il gioco consiste nel spalmare di cioccolato un piatto per ciascuno e poi in 45 secondi va ripulito nel miglior modo possibile. Il vincitore, dopo una ulteriore prova con 4 finalisti, la Chiara, Mauro Galardi, Lele e il Ciccio, è stato, appunto il Ciccio, con un netto vantaggio sugli altri.
Il giorno dopo siamo andati a fare un’escursione sull’isola di Dondola, che è un’isoletta piccolissima dove ci sono 2 siti d’immersione e dove i ragazzi del resort organizzano il pranzo. Sott’acqua abbiamo visto il pesce ago fasciato, una seppia enorme, uno pterois nero bellissimo, un tritone e alcuni platax. Mentre noi eravamo a fare la seconda immersione, Martina e Serena hanno avuto la fortuna (per non dire qualcos’altro…) di vedere una tartaruga vicino a riva.
Anche il giorno dopo Dondola, 08/03, abbiamo fatto 4 immersioni, la prima delle quali era nuovamente GEGOLAN 4, dove ho visto il primo squalo della vacanza, un pinna bianca piccinino nascosto sotto un corallo. La seconda immersione era a HOUSE REEF, che è il nome dell’immersione del pontile, in cui abbiamo visto un pesce coccodrillo e in cui abbiamo dato la caccia ad un pesce mandarino per circa 10 minuti senza riuscire a vederlo: solo alcuni, e per pochi secondi, sono stati così fortunati da vederlo.
La terza immersione era a PASIR PUTHI, che significa sabbia bianca, che è caratterizzata da una distesa di sabbia da dove spuntano migliaia di anguille (eterocongridi maculati). Ade si è raccomandato di stare attenti in questa immersione perché nella sabbia vivono molti trigoni e se malauguratamente ci mettiamo le mani sopra… non continuo, tanto avete già capito. La quarta era un’altra notturna, a LABUWAN 1, e io credo di non aver mai visto tanta “roba” tutta insieme: dagli scorfani alle seppie, ai granchi, i nudibranchi, le basket star, gli pterois, i platax e quei rompibolle dei bachini che giravano intorno alle lampade … che nervi!!!! Quella sera abbiamo fatto il giochino che ormai è il nostro segno di riconoscimento, ovvero quello che si estrae e sorte una parte del corpo di una donna che deve andare su una parte del corpo dell’uomo. Io non ho partecipato perché sono andata a letto prestissimo, ma dicono che hanno riso un sacco e che si sono divertiti da pazzi, compresi Lele e Simona che hanno assistito.


Pesce Mandarino fra il corallo


Pesce Ago Fantasma Ornato


Gamberetto

Denise
Il 09/03, ultimo giorno ci eravamo organizzati per fare solamente l’immersione della mattina e poi fare l’escursione alla punta dell’isola. Quella mattina è arrivato anche il gruppo che ci avrebbe sostituito. Le guide in questa immersione, il cui nome è TALOYON, erano 3, infatti si era aggiunto anche Lele, che ci ha fatto il briefing e che ha portato una parte di noi a vedere un pinnacolo roccioso che viene su da una profondità di 80m e il cui cappello è a 45m. Dovevamo fare il giro e potevamo vedere delle corvine molto particolari che sono solo li. Io sono dovuta rimanere più su perché mi si sono piantate le orecchie, porcaccia miseria. Poi siamo risaliti verso la superficie e ci siamo riaffiancati al gruppo che non era sceso al pinnacolo. Una volta risaliti sulla barca, ci hanno riportati sull’isola e dopo una breve pausa di riposo, siamo ripartiti e siamo andati a fare il minitrekking nella giungla. Abbiamo attraversato l’isola per larghezza e abbiamo costeggiato la spiaggia dietro il resort, fino a che non siamo arrivati al villaggio dei pescatori.


Coppia di Pigmy su corallo morbido

Qui vengono occasionalmente per il periodo della raccolta dei cocchi, visto che proprio accanto a questo villaggio c’è una piantagione di cocchi. Poi siamo arrivati alla punta, dove abbiamo fatto il bagno e mangiato. Questa punta si chiama punta dei desideri, traduzione per l’indonesiano Tunjang Kramat E’ un posto veramente paradisiaco, da lasciare senza parole. Quando siamo tornati al resort poi, abbiamo avuto la brillantissima idea di fare i tuffi dal pontile, e Alessio ha dato il meglio di se con il tuffo di super nano e la “siuschi cammellata”, due tuffi di sua invenzione, il primo dei quali gli portato qualche problemino di pancia ( vero amiho nano ????? ), e poi siamo rimasti per un po’ ad osservare la preparazione dell’altro gruppo che stava per fare l’immersione di HOUSE REEF. Quella sera, visto che era l’ultima, ci siamo dati alla pazza gioia: per prima cosa siamo andati tutti in cucina a salutare e applaudire le cuoche, fra lo stupore più completo delle interessate, che sono state veramente bravissime e sono state una parte fondamentale del godimento generale della vacanza; poi ci siamo presi per mano in fondo al pontile e abbiamo fatto il bagno dopo cena come saluto a Walea; infine abbiamo preso il cocktail di arrivederci offerto dal resort. Nel momento in cui abbiamo raggiunto i bungalow, ha cominciato a sopraggiungere il dispiacere di lasciare questo posto a dir poco stupendo.
La mattina dopo i ragazzi ci hanno svegliato alle 4.30 e hanno preso le valigie per portarle in barca. Al ristorante abbiamo lasciato un salutino per Ade e Stoner sulle lavagnette in cui scrivevano il numero di bombole che servivano, l’orario e il luogo dell’immersione e il nome delle guide. A salutarci in fondo al pontile c’erano Lele e Simona e poi, purtroppo, siamo dovuti salire sulla barca alla volta del porto di Pagimana. Non vi dico lo sconforto che mi è preso quando la barca si è staccata dal pontile!!! Comunque, poco dopo l’alba siamo arrivati al porto, abbiamo fatto una piccola colazione a base di biscotti e caffè o tè e poi siamo risaliti sulle macchine. Siamo arrivati a Luwuk in un tempo che sembrava troppo breve, dato dalla velocità delle macchine e dalla voglia di rimanere li. A Luwuk abbiamo fatto il check-in, e poi ci siamo recati a Manado con lo stesso aeroplanino che aveva fatto rimanere a terra le valigie nel viaggio di andata. Questa volta anziché 18 persone più alcune valigie, eravamo 22 e tutte le valigie: vi giuro che è stata l’unica volta che ho avuto paura di volare. A Manado abbiamo preso l’aereo per Singapore e a Singapore siamo rimasti per 8 ore ad aspettare la coincidenza. Dopo aver vagato al terminal 2 per qualche ora siamo andati al terminal 3, da dove partiva il nostro aereo, ed era assolutamente spettacolare. E poi era permanete enorme: ci sono negozi di ogni genere, dalla moda all’informatica. A questo punto siamo dovuti salire sull’ultimo aereo della vacanza e il morale di tutti era sotto i tacchi. Abbiamo passato il tempo calcolando le attività del gruppo che era rimasto a Walea, facendo commenti maligni sul loro conto spinti dall’invidia. Alle 6 del mattino siamo atterrati a Roma, e da li siamo tornati in pullman a Firenze.                   

Dondola

Gara di leccata

Gruppo

Gruppo di schiena
Che dire, questo viaggio è stato assolutamente fantastico, vi assicuro che i coralli che ci sono a Walea sono davvero una cosa unica e le specie di pesci che è possibile vedere sono così tante che è impossibile elencarle tutte, nei mesi estivi è possibile anche l’incontro con branchi di squali martello, sicuramente una meta che meriterà un ritorno. Quando abbiamo lasciato l’isola personalmente ho trattenuto a stento la lacrimuccia. Ci siamo divertiti tantissimo, e speriamo di non aver fatto impazzire troppo i ragazzi del resort.
E con questo si conclude il mio articolo. Spero di poter riscrivere presto…

Saluti a tutti
Camilla
Foto di vari partecipanti al viaggio        Le altre foto del viaggio                     

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