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VIAGGIO IN SUDAN Ciao a tutti ! Eccomi di nuovo qui, ancora una volta a scrivere per il sito dell’Okeanos. Se non l’avete ancora capito, io sono Camilla, ho 13 anni, e ho appena completato il corso Open Water Diver. Questa volta sono qui per raccontarvi della nostra stupenda avventura in Sudan, un posto poverissimo, dove l’unica fonte di turismo, sono alcune barche che, con una guida subacquea a bordo, accompagnano i turisti a visitare le meraviglie del mare sudanese. Il nostro viaggio è cominciato una mattina nuvolosa, quella di Venerdì 3 Marzo, con ritrovo alle h 11.00 alla piscina “Costoli” di Firenze. Il gruppo era composto da: Maurino, Chiara, Checchina, Fiorenza, Sergio, Claudia, Paolino, Lionello, Leonardo, Marco, Alessio, Paolo, Claudia, Stefano Rosa e Stefano Bordoni. L’arrivo della mia famiglia è stato a sorpresa, perché nessuno, esclusa la Chiara e Maurino, sapeva che avremmo dovuto esserci anche noi, e nessuno credeva veramente che saremmo partiti, ma quando hanno visto le nostre valigie sul pullman che ci avrebbe accompagnato all’aeroporto di Roma, beh, si sono convinti della nostra presenza. Il mio fratellino Mattia (3 anni e mezzo), è stato subito nominato mascotte del gruppo e devo dire che sulla barca è stato bravissimo facendosi amici tutti i componenti l’equipaggio della barca Dopo gli abbracci e i saluti siamo partiti e circa alle 14,30 siamo entrati nell’aeroporto di Roma. Abbiamo fatto i chek-in, preso i biglietti, e poi abbiamo aspettato l’aereo. Siamo saliti sull’aereo ed abbiamo fatto scalo ad Atene e poi al Cairo, dove ci siamo trattenuti per una giornata intera. Qui abbiamo visitato le Piramidi e la Sfinge, che, a mio parere ( ma non solo ) sono un po’ tenute male, mentre una piccola parte di noi ha visitato il museo dell’Antico Egitto, e il “suk”, il mercato tipico di quelle parti, pieno di aromi particolari e colori magnifici. La sera del 4 Marzo, ci siamo imbarcati sull’aereo che ci avrebbe portato a Port Sudan, il porto più importante del Sudan. |
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A mezzanotte circa siamo arrivati all’aeroporto, dove ci aspettava un
pulmino ( un vero rottame ) che ci ha portato al porto. Qui un gommone ci ha portato alla barca, dove c’erano Guja, la guida subacquea, e Jango, il capitano della barca, chiamata “Felicidad II”. Arrivati sulla barca, secondo voi cosa abbiamo fatto? - Siete andati a letto – direte. Sbagliato!!!! Ci siamo messi a mangiare, la cosa che ci riesce fare meglio. Mentre cenavamo, Guja, ci ha spiegato il funzionamento della luce, del bagno e cosa dovevamo fare per prendere le bibite del frigorifero e chiamare a casa con il telefono satellitare. Finito di mangiare, siamo finalmente andati a letto, e, la mattina dopo siamo partiti alla volta del primo punto d’immersione, l’Umbria, un relitto italiano che risale alla Seconda Guerra Mondiale auto affondato dal suo comandante davanti a Port Sudan per impedire che il carico cadesse nelle mani degli inglesi. Essendo la prima immersione, non siamo entrati subito in assetto negativo, come abbiamo fatto nelle immersioni successive, ma siamo entrati due alla volta in modo che ognuno di noi potesse fare la pesata per ottenere un assetto neutro. Appena abbiamo finito di sistemarci abbiamo cominciato a scendere, e ci si è presentato davanti il relitto in tutta la sua imponenza, ed è veramente magnifico. Abbiamo visto un sacco di pesci di tutte le dimensioni, ma soprattutto abbiamo esplorato il relitto da cima a fondo, con le sue stive che contengono ancora ben 6.000 tonnellate di esplosivi, 3 FIAT 1100 a passo lungo, qualche migliaio di bottiglie di vino e qualche barattolo di confettura. Poi siamo risaliti, e la barca è partita verso il faro di Sanganeb mentre noi pranzavamo. |
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Arrivati li, abbiamo fatto un’immersione alla Punta Sud di questa mini
isoletta. L’immersione è stata veramente bellissima, e li abbiamo visto
il primo squalo della vacanza, proprio mentre eravamo sul plateau a
cercare appiglio per non andare controcorrente. Per me era il primo squalo, quindi, immaginate l’eccitazione quando l’ho visto !!!! Usciti dall’immersione siamo andati a fare la doccia, abbiamo cenato e poi, dopo aver visto il risultato delle riprese effettuate durante l’immersione, siamo andati tutti a nanna. La mattina dopo, alle 08.00, la nostra sveglia è stata un urlo selvaggio di Guja, la guida subacquea, che diceva : "BRIEFIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIING”. Dopo la colazione sono partiti alla volta della Punta Nord di Sanganeb ( io questa immersione non l’ho fatta, perché Guja ha detto che era un po’ troppo difficile per me, e anche qualche altra non l’ho fatta sempre per questo motivo ) e hanno visto qualche cernia, qualche pesce balestra, pesci pagliaccio ( cioè, per chi non lo sapesse i “Nemo” ), pesci pappagallo, e qualche squaletto. Risaliti sulla barca, ci hanno portato a Sha’ab Rumi, dove ci siamo immersi sul Pre-continente 2, che è un punto d’immersione dove si possono vedere i resti di un esperimento sulla sopravvivenza umana sott’acqua fatto dal Comandante Jaques Cousteau. In questo esperimento, fatto circa 50 anni fa, era presente il nostro capitano della barca, che a quell’epoca aveva circa 14 anni. Sott’acqua, ad una profondità di 10 metri circa ci sono una specie di capanna per gli attrezzi, un costruzione a forma di riccio, dove nel punto più alto c’è una bolla d’aria, i resti di un acquario, e sui 30 metri, una gabbia anti-squali. |
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Il giorno dopo tutte e due le immersioni sono state fatte nello stesso
punto, chiamato Sha’ab Rumi punta sud, e questa immersione è stata
oggetto di molte discussioni, perché l’hanno fatta 4 volte nella stessa
maniera, e hanno raggiunto l’obiettivo, cioè avvistare gli squali
martello, una volta sola e male, in compenso si sono rifatti gli occhi
con gli squali grigi che a sentire i racconti passavano in mezzo a loro
a poca distanza, Lionello è arrivato a dire che uno lo a quasi sfiorato.
La sera, verso le h. 19.30, abbiamo fatto la notturna sul Pre-continente 2. La Chiara ha detto che sarebbe stato possibile vedere un “pesce colorato che dorme in una bolla di moccio” e avrebbe tagliato le mani a chi provava a toccarli (conoscendo la Chiara la cosa era da credere). Il pesce descritto dalla Chiara è il pesce pappagallo, che dorme in una bolla di muco, per non far sentire il suo odore ai predatori che la notte sono in caccia. Per me era la prima notturna ed ero contentissima, anche se non abbiamo visto cose particolari. La mattina dopo, hanno rifatto Sha’ab Rumi punta sud e hanno visto le solite cose,tanti squali grigi, branco di barracuda, grossi pesci (probabilmente tonni) che passavano nel blu, oltre ai soliti pesci di barriera ed a una super murena dalle dimensioni esagerate. Il pomeriggio, invece, nonostante l’immersione fosse di nuovo a Sha’ab Rumi punta sud, si preannunciava interessante, perché avremmo fatto lo “Shark Feeding”, che in inglese significa “cibare gli squali”, stavolta nel gruppo c’ero anch’io e sempre in coppia stretta con Maurino mi sono “gettata” a gav sgonfio nella corrente che tanto faceva tribolare alcuni del gruppo, sinceramente non mi è parsa molto forte e dopo 5 minuti eravamo in ginocchio a semicerchio sul fondo di 25 metri. Davanti a noi si sono posizionati Guja e un suo amico, comandante di un’altra barca, i quali hanno portato sul fondo una pentola chiusa ma piena di avanzi di pesci, dopo qualche minuto hanno cominciato a prendere dei pezzi di pesce, infilarli sulla punta di un’asta di metallo e con quella dare da mangiare agli squali, che nel frattempo, probabilmente abituati, accorrevano in massa, ne sono stati contati oltre 20 che ci giravano sulla testa e andavano in picchiata sul cibo che veniva loro dato. Devo dire che è stato uno spettacolo emozionante, anche perché la murena gigantesca che avevano visti nelle immersioni precedenti mi è passata tra le gambe mentre ero in ginocchio ed è stata tutto il tempo tra me, Maurino e Leonardo al quale le murene non stanno neanche tanto simpatiche. |
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La mattina dopo, ci attendeva un brutto spettacolo, il tempo che fino al
quel momento era stato splendido, ci aveva abbandonato, lasciando al suo
posto, vento, nuvole e mare mosso ( la barca all’interno della laguna
non ne risentiva per fortuna) successivamente, il nostro Capitano ci
diceva che non era il caso di andare ancora più a nord e tutti d’accordo
abbiamo deciso di rimanere a Sha’ab Rumi. Abbiamo deciso di fare due immersioni diverse, chi voleva andare al Pre-continente 2 anche se, dopo aver pinneggiato circa 1 km non ci sono arrivati, (sarà mica stato il fatto che il briefing l’avevo fatto io?), e chi ha rifatto per la quinta o sesta volta a Sha’ab Rumi punta sud, perdendosi ancora una volta tra tutti i pesci , squali compresi, che affollano quel posto. Durante il pranzo ci siamo spostati, e siamo ritornati al relitto dell’ Umbria. Visto che la prima volta una metà di noi aveva fatto un percorso e l’altra metà un altro, questa volta ci siamo scambiati, e devo dire che stavolta ho visto cose che la prima non avevo visto, tipo i grossi argani sul ponte. Dopo l’immersione, sulla barca ci aspettavano latte caldo, thè caldo e dolcetti tipici loro, molto simili alle nostre frittelle di riso, solo di dimensioni un po’ più piccole. Dopo aver cenato, abbiamo come al solito visto le nostre riprese, e siamo andati a dormire. La mattina dopo, dopo aver fatto colazione, ci siamo messi in viaggio per l’ultima volta su quella barca e, appena sbarcati, la nostra “scorta”, un ragazzino di massimo 16 anni molto … non so come dire … sc…….. annoiato, forse è il termine più adatto, ci ha accompagnati al mercato di Port Sudan, dove abbiamo visto le piccole meraviglie che può offrire uno tra i paesi più poveri al mondo. A quel punto, siamo tornati alla barca, abbiamo scaricato le valigie, le abbiamo caricate su un pulmino che ci ha portato all’aeroporto, dove abbiamo preso l’aereo per il Cairo. Lì abbiamo aspettato circa 9 ore prima di imbarcarci sull’aereo che ci ha portato ad Atene, dove appena arrivati abbiamo preso un cazziatone da uno cui abbiamo chiesto dove era il bagno………no comment sui greci (almeno quelli che lavorano in aeroporto. Abbiamo poi preso l’aereo per Roma, dove abbiamo aspettato un po’ per le valigie. Poi abbiamo preso il pullman e siamo tornati a Firenze, cotti come fegatelli, dove siamo arrivati stravolti come pochi. Devo dire che è stato davvero un bel viaggio, siamo stati benissimo, anche se il viaggio specie quello di ritorno è veramente lungo. Adesso vi saluto e spero di tornare a raccontarvi qualche altra avventura fatta con gli amici di Okeanos, ciao a tutti da Camilla Foto esterne di: Fiorenza B. e Gianpaolo P. - Foto sub di Leonardo V. |
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Copyright © 2006 A. S. D. Okeanos - Insieme alla scoperta del mare |
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