| La costa nord della Repubblica Dominicana vede in alcune zone una crisi del turismo legata a problemi di sfruttamento...difficili da risolvere. IL SOGNO DI D.U.P.A. Ai tempi della seconda guerra mondiale alcuni tedeschi contrari al regime nazista fuggirono dalla Germania rifugiandosi a Sosua, sulla costa settentrionale della Repubblica Dominicana. Vi fondarono una prosperosa comunità che introdusse una fiorente industria casearia. Negli anni che seguirono prese campo anche il turismo, che fece progressivamente aumentare le dimensioni e la ricchezza di questa località, che peraltro già ospitava il mercato di artigianato più importante dell'isola Hispaniola. Nonostante la costa nord (affacciata sull'Oceano Atlantico) da un punto di vista balneare sia meno accogliente e attraente di quella meridionale, bagnata dal placido Mar dei Caraibi, rimane una meta di grande interesse, grazie anche ai meravigliosi e inaspettati scorci che offre l'entroterra. Vi si ammirano grandi colline, montagne aguzze e pascoli e foreste di un verde brillante che ingoia tutto: quasi un nostro paesaggio montano...cosparso di palme, però! E con un clima davvero invidiabile. I visitatori trovano a Sosua molte opportunità di divertimento e una vasta scelta di escursioni in luoghi assolutamente affascinanti sia nel verde che nel blu. Però da qualche anno il turismo ha fatto registrare una preoccupante flessione, e questo sta provocando l'abbandono di numerose e fastose strutture ricettive, mentre paradossalmente nella vicina Cabarete (a soli 13 km) il turismo sta crescendo. Perchè? Cabarete è famosa da sempre per le attività di surf e wind surf e adesso è ufficialmente riconosciuta come la capitale mondiale del kite surf: quella sorta di wind surf con una specie di piccolo paracadute che sostituisce la vela (gli esperti mi perdonino la semplificazione...) e che consente evoluzioni e acrobazie impressionanti. |
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| Sembra proprio che il turismo basato sul divertimento e la natura stia lasciando campo a quello basato sul divertimento e basta. Sarà un problema di moda, di tendenza, di cultura... Ma c'è chi afferma che il problema sta anche nel progressivo degrado ambientale che sta rendendo Sosua sempre meno attraente, soprattutto da un punto di vista paesaggistico e subacqueo. In un mare trascurato si notano talvolta rifiuti accanto agli organismi acquatici; a Sosua, nella meravigliosa baia antistante al paese, si notano talvolta organismi acquatici tra i rifiuti. Passeggiando o nuotando il rischio è sempre quello di incappare in paesaggi imbarazzanti da giustificare agli occhi dei turisti. |
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| Salvare il salvabile sta diventando la preoccupazione di pochi, saggi e incompresi addetti ai lavori del luogo. Tra loro c'è anche chi, ormai da molti anni, cerca di arginare concretamente il problema relativo all'eccessivo sfruttamento delle risorse costiere, tentando di organizzare tutte le scuole sub della costa nord in una associazione no profit che si ponga come obiettivo primario quello di controllare le attività di pesca (e di prelievo in genere), le attività legate alla subacquea (in modo da ridurne al minimo l'impatto ambientale), nonchè di coordinare attività legate alla protezione ambientale e alla sensibilizzazione, come ad esempio il BEACH CLEAN UP (pulizia di spiagge e fondali con l'aiuto di volontari). Dopo molti fallimenti, causati dalla scarsa volontà dei gestori di molte scuole sub, che rinunciano volentieri a un futuro migliore in virtù di un guadagno più agevole nel presente, l'amico e collega istruttore di sub Jhonny, sta finalmente realizzando il suo sogno. Siamo a due passi dalla costituzione di DUPA: Dominican Underwater Protection Association: una piccola realtà in cui si concentrano gli sforzi di pochi appassionati filoambientalisti che sognano di coinvolgere tutti gli addetti ai lavori in un progetto di recupero ambientale. |
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A Jhonny e alla sua DUPA occorre un doppio in bocca al lupo: uno per vincere il cinismo di chi gestisce attività turistiche in un paese straniero, da sfruttare finchè rende e in seguito abbandonare alle sue disgrazie, uno per contrastare l'atteggiamento scettico e addirittura ostile dei nativi, che non capiscono e non potranno mai capire fino in fondo la necessità e l'urgenza di certi interventi, ma di certo conoscono bene la necessità di comprare un po' di riso per i figli, vendendo pesce, conchiglie, e quant'altro. Da queste parti in effetti l'idea della conservazione della natura e delle sue risorse sta entrando nella mentalità collettiva come una chiave entra in una serratura rotta. Esemplare il caso dell'allevamento di molluschi a Catalinita, sulla costa meridionale, nel bel mezzo del Parque Nacional del Este, uno dei Parchi Marini più rilevanti dei Caraibi. Un allevamento, tanto per esser chiari, presenta sicuramente un certo impatto ambientale ed è un controsenso tollerarne la presenza proprio laddove si intende proteggere l'integrità di un ecosistema. Sarebbe come devastare delle foreste nel Parco Nazionale degli Abruzzi per allestirvi delle risaie... Auguriamoci comunque che DUPA rappresenti un primo passo verso una necessaria inversione di tendenza, e che possa un giorno sbloccare la serratura, che rimane ancora adesso bloccata da qualcosa di semplicemente grande e difficile da rimuovere: il rischio di indigenza per una buona fetta di popolazione... Riccardo Gambassi foto di R. Gambassi |
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