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09
Settembre 1998 Prima di descrivere le
"sensazioni" provate con il Rebreather farò una breve
descrizione di cosa è e come funziona un rebreather, perchè forse non
tutti lo sanno. |
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| Come vedete dalla foto è molto compatto e anche bello da verdersi
(oltre che avere un aspetto altamente tennico!!). Il
funzionamente in realtà è semplice: si respira Nitrox prelevato dalla
bombola d'alimentazione, (quella di colore blu posta in basso in
orizzontale) quindi la miscela espirata viene purificata dal filtro e
rimessa in circolazione; uno speciale sistema di erogazione automatica
provvede a ripristinare l'ossigeno metabolizzato e il gas disperso
all'esterno. La bombola posta in verticale sul fianco destro non c'entra
nulla con il rebreather, è una bombola opzionale per poter gonfiare il
gav, muta stagna e come emergenza in caso di rottura del rebreather. Il rebreather rispetto a un Ara offre tre vantaggi principali: si respira Nitrox, con i benefici che ne derivano; si fa poco rumore, in quanto lo scarico in condizioni ideali avviene ogni 3-5 atti respiratori ed e' decisamente meno frastornante di quello di un erogatore; l'autonomia, alla profondita' massima, e' molto superiore a quella concessa da un monobombola 15 litri/200 bar. Naturalmente ha lo svantaggio, come per le immersioni in nitrox, di dover pianificare l'immersione a tavolino per decidere con quale miscela nitrox scendere. Bene adesso passiamo alla prova vera e propria, dopo aver indossato tutta l'attrezzatura mi butto in mare e qui scopro che l'erogatore non è pronto all'uso come quelli tradizionali, ma necessita di essere aperto tramite un apposita levetta. Questo è necessario (almeno finchè non troveranno un altra soluzione) per evitare che entri l'acqua nel circuito di respirazione, nel qual caso si è fatto il vero danno!!! Si è danneggiato il filtro ed inoltre a causa di una reazione chimica tra l'acqua e i componenti del filtro si sviluppano dei gas non prorpiamente respirabili!!! Se ti succede in superficie, poco male, ma in immersione???? Dunque apro l'erogatore lo metto in bocca e noto subito la differenza, a causa dei tubi ad esso attaccati è molto più pesante e quindi devo stringere di più i denti per trattenerlo. Scarico il gav e comincio l'immersione, a pochi metri l'erogazione è un pò dura ( e fin qui tutto normale) man mano che scendo però l'erogazione rimane uguale!! E si, perchè con il rebreather l'aria non ti viene "sparata" in gola come con gli erogatori tradizionali ma te la devi "ciucciare" per tutta l'immersione. Man mano che procedo con l'immersione e distolgo la mente dalla tecnica per concentrarla sulle sensazioni mi rendo conto che non ho la gola secca come di solito e l'aria è calduccia ed ha un sapore strano di aria viziata (come quando in treno si entra in uno scompartimento pieno di gente tutto chiuso). Ha molti questo sapore ha dato fastidio, per quanto mi riguarda nel giro di 10 minuti mi ero abituato e non percepivo più il sapore strano. Questo accade perchè come detto all'inizio "riresperiamo" la nostra stessa aria espulsa e quindi un pò calda e umida; questo ha il vantaggio di farci respirare senza seccarci la gola e soprattutto ci fà disperdere meno calore. Una curiosità del rebreather è che in immersione la sacca che è a contatto con la ns schiena si espande e si contrae come un polmone e dà la sensazione che il rebreather sia vivo!!?! |
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In conclusione con questo articolo
sembra che abbia espresso solo pareri negativi sul rebreather, ma non è
così, ho espresso le sensazioni e i disagi che ho provato a passare (da
un giorno a un altro) dall'ARA al Rebreather. Naturalmente, come per
tutte le cose, se facessi immersioni sempre con il rebreather non mi
accorgerei più dei particolari cose che ho descritto. Miglio (mmiglio@scotty.masternet.it) |
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