Gli articoli dei soci dell' A.S.D. OKEANOS

Museo Oceanografico di Monaco
Maggio 2001

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Pianta del Principato di Monaco. 
Con il cerchio rosso è indicato il Posteggio dei Pescatori
Clicca sulla foto per ingrandire la cartina

Non è facile arrivare al Museo, una volta giunti nel Principato di Monaco. Percorrere le strade strette e tortuose, alla ricerca di un cartello stradale che ci indichi la via per il Museo Oceanografico, è un'opera vana, che ci porta da Montecarlo a Monaco per poi ritrovarsi di nuovo a Montecarlo.
Solamente dopo una fermata all'Ufficio del Turismo, con una cartina stradale del Principato e le informazioni di un impiegato siamo riusciti ad arrivarci, seguendo le indicazioni per il Parcheggio "Palazzi e Musei" e raggiungendo il "Parcheggio dei Pescatori".
Qui, dopo aver posteggiato l'auto in uno dei sette livelli sotterranei, risaliamo al piano stradale con ascensori e scale mobili.
Il costo del biglietto di ingresso al Museo è di 70 Ff ed alla biglietteria è possibile acquistare anche una guida in italiano per 50 Ff, mentre all'interno è possibile noleggiare il guidaphone per 20 Ff.
Il Museo Oceanografico fu inaugurato nel 1910 dal suo fondatore, il Principe Alberto I, dopo gli 11 anni occorsi per la sua costruzione, e domina il mare da una scogliera a picco alta 85 mt.. La parte aperta al pubblico si sviluppa su tre livelli, con due sale al piano terreno, due al primo piano e con l'Acquario che si estende al piano inferiore, dopo l'accesso dal piano terreno. Altri piani inferiori, fino al livello del mare e per una superficie di 2.000 metri quadrati, sono utilizzati per laboratori di ricerca scientifica.
Ed è dall'Acquarium che iniziamo la nostra visita. Superato l'ingresso ci troviamo di fronte ad una Vasca (V.) in cui è stata ricostruita la vita della Laguna di una barriera corallina, o meglio la batimetria che va dalla superficie ai - 2 mt. Infatti questa vasca scende al piano inferiore dove possiamo osservare l'habitat della laguna dai -2 ai - 5 mt. La suddivisione in due zone permette di osservare le diverse specie che popolano le varie profondità della barriera corallina e nella parte superiore troviamo Pesci (P.) Pagliaccio che stranamente nuotano lontani dalle anemoni, P. Unicorno dai vari colori e P. Scatola, mentre nella parte inferiore troviamo qualche Cernia rossa, i P. Angelo ed alcuni Balestra, con delle Torpedini adagiate sul fondo sabbioso.
Questa vasca è attaccata ad un'altra enorme vasca dove è rappresentato il Mare Aperto e da cui è separata da due lastre di cristallo. Per accedere alla visione di questa sala ed al resto dell'Acquarium, si deve scendere per la scala che si apre sulla destra della V. della Laguna, al piano terreno, ed in fondo si gira a sinistra.

In quest'ultima enorme vasca nuotano, tra la superficie e la metà della vasca, Squali pinna bianca e pinna nera, Lecce tropicali, enormi Platax, P. Napoleone, mentre vicino al fondo P. Palla e Cernie girano fra grossi blocchi di reef tra P. Angelo Imperatore e le Razze che si adagiano sul fondo.
Continuando verso sinistra si accede ad un altro lato per osservare la V. Mare Aperto e continuando ulteriormente a sinistra arriviamo alla parte inferiore della V. Laguna.
Queste due vasche costituiscono il punto centrale dell'acquario e da cui su dipartono le due sale, una dedicata al mare tropicale e l'altra al Mar Mediterraneo, all'interno delle quali trovano posto vasche di dimensioni più piccole e specializzate o su particolari ambienti marini o su determinate specie di fauna marina.


Pianta Museo

Il sistema di ricambio dell'acqua delle 90 vasche che compongono l'acquario utilizza una presa in mare aperto, che pesca a - 55 mt., e tramite una pompa l'acqua marina viene portata ad una vasca di decantazione. Da qui viene inviata, tramite altre pompe, alle singole vasche, dopo il passaggio al sistema di filtraggio costituito da tre gruppi di filtri e dopo essere stata riscaldata alla temperatura necessaria. L'acqua viene rimessa in mare tramite un circolo di raccolta.
Per continuare la visita alla sezione tropicale, dobbiamo tornare indietro fino alla scala di discesa, di fronte alla quale troviamo la V. dedicata ai P. Pagliaccio ed alle Anemoni. Proseguendo entriamo nella grande sala tropicale dove troviamo vasche dedicate alla Murena gigante con i Gamberetti pulitori, al P. Pietra, al P. Rospo, ai P. Rasoio, ai curiosi P. Ananas, alle Meduse Cassiopee, ai Cavallucci marini ed a tante altre specie.
Belle le vasche dedicate ai pesci pericolosi, con gli Pterois e la Murena Zebra, ed ai pesci della barriera con i Balestra Picasso e Leoparda, la Cernia con la gobba, detta anche di Grace Kelly, e il P. Angelo con l'anello.
Interessante la V. dedicata al Mar dei Caraibi con i P. Scoiattolo, i P. Soldato, il P. Trombetta ed il P. Angelo blu, come pure la V. sulle praterie, con il P. Napoleone, il P. Istrice ed il P. Uccello.
Molto dettagliata nelle spiegazioni quella del Nautilus, con un modellino meccanico che illustra la vita giornaliera del Nautilus, che di notte risale verso la superficie riempiendo di gas le camere a spirale della conchiglia, e di giorno ritorna nelle profondità.
Particolare è la V. dedicata al Pterapogon kauderni o Apogon dell'isole Banggai (Indonesia). Questo piccolo pesce, delle dimensioni di 6 o 7 cm., poco conosciuto, vive in gruppo fra gli aculei dei Ricci diadema. Come tutti gli Apogon, le uova e gli avannotti vengono incubati e protetti nella bocca del maschio. E questo pesce è diventato oggetto di ricerca scientifica da parte del Museo Oceanografico dal 1996.


Pterapogon kauderni o Apogon dell'isole Banggai 


Pesce Ananas

La sezione dedicata al Mar Mediterraneo inizia dalla parte inferiore della V. della Laguna. Troviamo subito una serie di piccole vasche in cui sono rappresentati i tipi di fondale che vanno dalla superficie a - 40 mt., con una parte di vita bentonica, mentre al centro della sale si apre una vasca circolare con un folto branco di Salpe.
Seguono una serie di vasche che ospitano Aragoste e Cicale in fondale roccioso, Murene, un Astice di notevoli dimensioni, Cernie americane con Spirografi, Mormore su fondo sabbioso, Ostriche con branco di Muggini e Triglie, Corvine in tana, Paguri bernardo con Attinie, vari tipi di Scorfano su fondale roccioso.
Tra le più interessanti la V. delle Seppie e quella degli Scampi, con la sezione a vetro delle tane collegate da cunicoli, dove questi si rifugiano dai predatori, specialmente nel periodo della muta.
Tra le V. più grandi quella delle Orate con i Branzini, la Cernia rossa e la Cernia bruna attirano l'attenzione per le notevoli dimensioni degli ospiti, mentre ben curata è quella delle Gallinelle e dei P. Civetta, con Ombrine e Saraghi fasciati.
Non si può dire altrettanto per la grande V. che ospita le enormi Ricciole, con le Lecce, le Orate ed i Dentici, dove alcuni esemplari erano sofferenti, con squame opaco e con muffe sugli occhi. Ma come ben sappiamo non è facile mantenere un acquario, specie di queste dimensioni, dove basta la variazione di un parametro fisico/chimico dell'acqua per ammalare gli ospiti di una vasca.
Continuando la visita troviamo le vasche di profondità, con i P. Tamburo, i P. Trombetta, quella dei P. muniti di fotofori e quella con l'animale che da più tempo è ospite del Museo, una Murena immessa nel 1960 e che allora era già adulta.  Un poco di dispiacere per la V. del P. San Pietro e della Rana pescatrice vuota per riallestimento.
Al centro del corridoio della sezione del Mar Mediterraneo si trovano quattro vasche particolari per forma, dove sono riprodotti: il fondo sabbioso con i Cerianthus, la Licia mirabilis e le Pennatule; il basso fondale roccioso con i Blennidi ed i Gobidi; il fondale sabbioso con i Rombi; per ultimo l'interno di una grotta, con i Parazoohantus e le Axinelle.
Terminata la visita all'acquario si ritorna al piano terreno per visitare le prime due sale. A destra la Sala delle Conferenze, dove vengono proiettati documentari sul mare ed i suoi abitanti. E' un ambiente affascinante, arredato in legno, con arazzi e quadri con disegni di abitanti del mare alle pareti, con una acustica eccellente e può ospitare circa 300 persone.
A sinistra la Sala per le esposizioni, che in questo periodo ospita, in antiche vetrine e teche di legno, una serie di dipinti sui pesci, opera del pittore giapponese Boshu Nacase, realizzate con una particolare tecnica che utilizza i corpi morti dei pesci.
All'interno di questa sala dei pannelli sono dedicati ai fotografi ufficiali del museo e dei monitor riproducono, sia in diretta che in differita, le immagini marine riprese da due telecamere ubicate in mare aperto, sotto il Museo, alla profondità di 16 e di 27 mt.
Per un ampio scalone si accede al primo piano, al termine del quale pende dal soffitto la riproduzione di un enorme calamaro.
Nell'atrio centrale troviamo un piccolo sottomarino in legno della fine del 1800, dei modelli di navi laboratorio a vapore, teche con antiche armi per la caccia alle alene ed utensili per la lavorazione della sua carne.
Entrando nella sala di sinistra siamo colpiti da una enorme riproduzione di un Capodoglio che pende da soffitto e che sovrasta gli scheletri di Capidoglio e di uno Zifio.
 In fondo alla sala è stata realizzata la riproduzione di un vecchio laboratorio per ricerche marine,  allestito all'interno di una nave, con antichi strumenti ed ai quattro angoli sono istallate colonnine per la visione di antiche immagini sul mare e gli uomini.
Ai lati si trovano delle vetrine che contengono prodotti del mare come conchiglie, ambra, ossi, denti, corallo e gusci di tartaruga, lavorati in manufatti ed utensili. Si può osservare una raccolta di monete con l'effige a tema marino e tra le curiosità da vedere ci sono ossa di seppia intarsiate e lavorate, di cui una con un Cristo stile barocco, ed una borsetta ed un copricapo realizzato con il bisso della Pinna nobilis, che assomiglia ad una pelliccia.
Nella sala di destra, al centro un'altra serie di scheletri di Balenottera conume, di Narvalo con il lungo dente, di una Orca, di un Globicefalo e di un Grampo. Al termine della pedana sono ubicati due fanoni di balena ed una vetrina con dei Pinguini imbalsamati. Ai lati, lungo le pareti si trovano teche contenenti centinaia di forme di vita marina, dai pesci agli echinodermi ed ai molluschi, conservate sotto formalina, dalle più comuni alle meno conosciute, molte delle quali sono datate tra la fine del 1800 ed i primi del 1900.
Vuote per riallestimento le vetrine sul ballatoio in entrambe le sale
Nel complesso il Museo Oceanografico merita la visita, che può durare dalle tre alle quattro ore. Certamente non ci sono i delfini come a quello di Genova e la vita degli ambienti è solo sottomarina e non anche terrestre come per l'Oceanario di Lisbona. Consideriamo la sua età, ma che questi acquari più recenti si sono ispirati al Museo Oceanografico di Monaco.
Una nota negativa: ricercando su Internet il sito del Museo troviamo www.oceano.org , il sito ufficiale della Fondazione, che riporta solo gli orari di apertura.

Daniele


Moneta commemorativa del Museo Oceanografico.

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