| La più bella immersione delle Maldive: Ellaidhoo house reef. Nel 2001, al ritorno dal viaggio a Gangaa, il gruppo aveva deciso di organizzare una crociera alle Maldive.. Contattato il consueto tour operator Insieme Sottacqua di Firenze, abbiamo organizzato per la metà di gennaio 2002 un safari diving alle Maldive, tra gli atolli di Malè Nord, Malè Sud e Ari. |
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Il Discovery, la barca prenotata, è un 33 metri di lusso con un dhoni, la tipica barca maldiviana, ed un piccolo motoscafo al seguito. |
| Durante il briefing le nostre guide avevano puntualizzato: "No squali, no mante", ed mi ero rassegnato ad una immersione priva di quelle emozioni che avevo provato due giorni prima alla vista della manta birostris. La parete dell'isolotto scende dritta fino a -25mt e il primo incontro del pomeriggio é con una grossa murena distesa sul fondo di rocce e sabbia a ridosso del muro e con la testa appoggiata sopra un sasso: pare che faccia la siesta! Dopo avere lasciato l'imperturbabile gigante serpentiforme mi trovo di fronte ad un pesce napoleone che mi passa accanto senza degnarmi di uno sguardo, lo stesso che Lionello (un uomo molto "profondo") ha affiancato poco dopo quasi abbracciandolo, mentre sulla parete ci sono, appoggiate su uno scalino di roccia, due grosse cernie che a pochi metri di distanza tra di loro controllano la situazione in attesa di qualche preda. |
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| Noto sul fondo vicino al relitto di un barcone una grossa macchia gialla che si muove come un' onda: sono una moltitudine di lutianidi. Ci infiliamo dentro insieme a Maurino e la Chiara e la parete dei piccoli azzannatori a strisce gialle si apre e si richiude dietro di noi. Un po' più sopra, sotto l' ombra delle due barche ancorate, c'é la nostra guida Alì, fermo vicino ad un anfratto in osservazione di qualcosa. Mi avvicino e vedo nascosta tra i coralli una cernia in compagnia di alcuni grugnitori, ma quello che ha attirato l' attenzione di Alì é una enorme murena con il corpo metà fuori dalla tana, della quale la Chiara (la biologa) dirà poi che aveva il collo più grosso di quello del Morara (Maurino detto "il maestro"). Poi é la volta di un trigone che ci passa sopra lungo la parete con la sua andatura lenta e solenne, prima di avvistare nelle "caves" decine di aragoste infilate nelle spaccature di roccia. Siamo arrivati alla fine della parete che girando a sinistra quasi a 90° segna la fine dell' immersione. Ad aspettarci, come per un saluto corale, un branco di platax, a pochi metri di profondità ci circondano senza timore, forse vogliono socializzare! "Big Mauro" Testo e foto di Mauro Chiaramonti |
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