Gli articoli dei soci dell' A.S.D. OKEANOS

Maldive 2002

Un saluto a tutti i nostri lettori ed eccomi a raccontarvi del viaggio subacqueo che quest'anno abbiamo organizzato fra amici, al di fuori dell'associazione Okeanos, all'insegna di "andiamoce a divertì". 
Questo viaggio, o meglio questa crociera alle Maldive, è nata sull'entusiasmo del gruppo al ritorno del viaggio del 2001 da Gangaa. Abbiamo contattato con Insieme sott'acqua il "Discovery 1", una bellissima barca lunga 33 mt e larga 10, che può ospitare fino a 25 persone più 12 membri d'equipaggio.

Già a marzo del 2001 era già tutta completa, ma a causa dei fatti che purtroppo hanno caratterizzato la fine del 2001, alla partenza eravamo solamente in 16 e vale a dire:

1- Io, Maurino. Cosa dire di me ? solo che devo esserci per poter poi raccontare com'è andata;
2 - Big Mauro, oramai conosciuto dagli scorsi viaggi e quest'anno ribattezzato Cochise a causa dei capelli lunghi e della fascia intorno alla fronte;
3 e 4 - Paolino detto il Sant'Uomo per il fatto di essere il compagno di Miri o Miranda, la Nonna, istruttrice di "sughero" perché come galleggia lei non galleggia nessuno altro al mondo;
5- Baccino, che dopo un anno d'assenza, a causa della paternità gemellare arrivata qualche mese fa, giocava il Jolly con la famiglia e veniva dispensando aneddoti mai finiti;
 6 - Nicola, capace di momenti d'assoluto relax per poi improvvisamente lasciare libera la sua indole di "pazzo" e scatenarsi in qualsiasi cosa ci fosse a portata di mano;


foto di Nicola Bamchelli

7 - Chiara, venuta SOLO per vedere le mante e naturalmente è stata la sola a NON vederle;
8 - Lidia, sempre per benino, mai fuori posto, sempre precisina, per poi scatenarsi, come morsa da una tarantola, non appena i maldiviani, prendendo i tamburi, accennavano un qualsiasi ritmo; 
9 - Ilaria al suo primo viaggio con noi . . . . non ne farà più . . . . forse !?!? Chissà !!;
10 - Lionello, anche lui al suo primo viaggio e fresco di brevetto. Dopo le prime immersioni ha capito come funzionava e nessuno è più riuscito a fermarlo; 
11 - Lorenzo . . . la Tim lo ringrazia annoverandolo nella classifica dei Top Ten; 
12 - Mario, il D.J. arrivato con tanta di quell'attrezzatura sub e per la pesca, da far pensare ad un trasloco invece che ad una vacanza;
13 - Renate, bionda, alta, accento leggermente straniero, simpaticissima e . . . fatta fischiare in mare subito;
14 - Marco, uno dei pochi non sub, ma da quanta acqua ha tirato e preso, penso quasi di potergli rilasciare un brevetto ugualmente, specialità "Bagnato Fisso";
15 - Daniela, preso sole, ballato, chiacchierato, riso e . . . volata in mare anche Lei;
16 - Finalmente lui, Robertino, il "nostro" Robertino, colui che ha sconvolto i maldiviani, tanto che alla fine volevano tenerselo con loro.
Dopo la lunga descrizione dei partecipanti, tanto per conoscerli, parliamo del viggio Maldive 2002.
Siamo partiti con volo Emirates, da Roma, il 13/01 alle ore 17.00 e siamo arrivati alle Maldive il 14/01 alle 15.00 circa. Preso possesso delle cabine del Discovery 1, tutte con bagno ed aria condizionata, abbiamo subito assaggiato la temperatura del mare delle Maldive. Acqua a 28°- 29° e ci siamo deliziati ricordando che a Firenze avevamo lasciato un bel -2°, la mattina del 13.
Già sull'aereo erano cominciati gli scherzi. Avevamo convinto Ilaria che la prima immersione sarebbe stata molto semplice per dar modo alle guide maldiviane di controllare come stavamo in acqua e, se questo è giustamente vero, non era vero che il controllo sarebbe stato quello di portarci giù uno per volta e di farci fare tutti, dico tutti, gli esercizi che normalmente vengono fatti durante un corso open. Ed in più ne avevamo inventati qualcuno tipo: cambiare bombola sott'acqua, smontando erogatore e jacket da una bombola e rimontarlo su un'altra. 
Ilaria ha iniziato a preoccuparsi immediatamente e lo è rimasta fino alla prima immersione, quando ha visto che non era vero nulla.
Le prime due immersioni le abbiamo fatte vicino alla capitale Malè, ed il giorno dopo, salpate le ancore, abbiamo dato inizio alla nostra crociera fra gli atolli maldiviani.
Mario metteva subito in funzione la mega canna da pesca in mare, con le sue mega esche finte e il suo mega mulinello, il tutto portato pazientemente ed attentamente da casa. Ma la mega canna, che aveva sorvolato mezzo mondo e ribattezzata Nimbus 2002, srotolava chilometri di lenza nel mare maldiviano ed a parte una tirata subito dopo la partenza, la settimana è passata senza vedere neanche l'ombra di un "abbocco". Chissà, esche mediterranee, troppo straniere per quei pesci.
   

Le giornate trascorrevano nel seguente modo:
Ore 7.00 sveglia per i sub e prima immersione alle 7.30, dopo un caffè "bello e forte"!
Ritorno alla barca, colazione insieme ai non sub e poi operazione invidia (tintarella) fino all'immersione delle 10,30 / 11,00. Seconda immersione e poi bagni e scherzi fino alle 13,00, l'ora di pranzo, e poi ancora bagni e scherzi fino alle 15,30.


  

Terza immersione dopo la merenda con caffè o tè e biscotti dal sapore di big-babool. Si avete capito bene, tutti i biscotti che ci davano avevano lo stesso sapore, quello delle gomme da masticare big-babool. 
Alle 20.00 circa c'era la cena e dopo partivano le sfide di pesca, senza Nimbus 2002, ma semplicemente con un po' di lenza avvolta intorno ad una bottiglia di plastica, con un amo in fondo e un pezzo di pesce per esca. Ed alla faccia delle attrezzature mega, ecco che anche dei dilettanti riuscivano a prendere dei barracuda, che il giorno dopo il cuoco ci faceva trovare cucinati in vari modi.
Ma parliamo adesso delle immersioni e chi conosce le Maldive sa che cosa si può trovare sott'acqua. In quasi tutte le immersioni abbiamo avuto piacevoli incontri, ad eccezione di Hammer-head, dove ci siamo buttati in acqua alle 6.30 del mattino per vedere gli squali martello, ma l'unica cosa che abbiamo visto è stato un altro gruppo di sub, anche loro lì con lo stesso intento.
Le immersioni alle Maldive sono caratterizzate dalla forte corrente derivata dalle grandi masse d'acqua che le maree fanno entrate ed uscire dagli atolli verso l'oceano e viceversa. Questo fa sì che a volte basta ritardare l'ingresso in acqua, anche solo di qualche minuto, per trovarsi con una corrente opposta a quella dei compagni che sono entrati prima di te. Perciò spesso, dopo esserci tuffati, ci aspettavamo giù, riuscendo così ad evitare d'essere portati via singolarmente dalla corrente che puntualmente era presente in superficie.
Gli istruttori Haslam e Alì prima d'ogni immersione ci facevano il cosiddetto briefing e Chiara puntualmente chiedeva se avremmo visto le mante. Mai viste, fino a che MANTA? MAY BE. Solo una volta siamo riusciti a vederle, tre, veramente splendide e le abbiamo sia fotografate che filmate. (Sarà vero ? Nota di un altro partecipante)Ma il fatto è stato che Chiara non c'era. Per un mal di testa aveva deciso di non immergersi.
Eh sì, aveva ragione Cochise, chi avrebbe avuto il coraggio di dirglielo a Chiara? Ci ha pensato Nicola, alla sua maniera moderata e delicata, dicendole: "Chiara come staresti se il tuo ragazzo ti lasciasse? Male? Immagina peggio, molto peggio!"
Da quel momento Chiara, mal di testa o no, non è più mancata ad un'immersione, al contrario delle mante che invece sono sempre mancate.
Abbiamo attraccato ad isolette disabitate dove Lidia, Miri, Daniele e Marco si sono sbizzarriti nello "snorkelare" riuscendo a vedere di tutto, compresi gli squali.
Le immersioni in totale sono state 16, tre al giorno ad eccezione del primo, ed abbiamo visto delle aragoste che facevano impressione da quanto erano grosse, dei napoleoni di cui uno in particolare era così curioso che entrava nel mezzo del gruppo dei sub lasciandosi anche accarezzare.
La penultima sera, l'equipaggio ha organizzato un barbecue su un'isola deserta e, mentre noi eravamo sott'acqua, loro erano andati a preparare la cena . . . e non solo. Anche loro si erano accorti di quanto Chiara fosse rimasta male per non aver visto le mante ed allora ne hanno fatta una enorme sulla sabbia, scrivendoci: per Chiara.
Dopo la cena ci sono stati balli sfrenati e, come sempre, qualcuno veniva elegantemente preso e buttato in acqua.
Ma stavolta però i ragazzi maldiviani non hanno fatto le "vittime", sono passati al contrattacco e siamo stati noi ad essere presi e buttati in acqua con grandi risate e divertimento da parte di tutti. 
 Alla conclusione di questo viaggio posso affermare che una crociera alle Maldive fa capire lo spirito di questa parte del mondo, così unica e meravigliosa, più che stare su un'isola, in villaggio.
Ringrazio per la splendida vacanza l'equipaggio del Discovery, che ci ha "dovuto" sopportare, con i nostri scherzi, dei quali spesso sono stati "vittime" insieme ad alcuni partecipanti.
Ed una delle cose più belle che ci hanno detto, è stata sicuramente quella che questa settimana, per loro, non è stata di lavoro, ma di vacanza. Anche il gruppo fa la differenza !
... alla prossima volta,

Maurino

Foto di Mauro Chiaramonti

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