| LAYANG LAYANG,
UN VIAGGIO A LUNGO PROGRAMMATO (foto di Chiaramonti Mauro) Una domenica di Marzo, mi suonano sotto casa, è giunto il momento, mi sono venuti a prendere…..partiamo. 21 Marzo 2004 si rinnova la gita organizzata dal gruppo viaggiante dei soci dell'OKEANOS, anche se con diverse defezioni. Il trauma dell'estate precedente è stato veramente grande ed alcune persone si sono perse per strada, lo choc ci ha colti più che altro perché ci siamo sentiti orfani. Dove andare? Con chi? Quando partire? Queste ed altre mille domande si affollavano nei nostri pensieri…..e le risposte….beh quelle mancavano, come sempre del resto. Dopo lungo tribolare alla fine avevamo deciso, ovviamente un po' a ridosso del viaggio stesso, la data approssimativa di partenza, la destinazione, il Tour Operator a cui appoggiarsi (oh Gesù, che scelta !!!), la fatica era stata veramente tanta, assicuro agli scettici che organizzare qualcosa tentando di mettere d'accordo un po' tutti è difficilissimo, se poi è una cosa che costa anche abbastanza e che è dall'altro capo del mondo l'impresa diventa titanica……ora ho capito perché il nostro amico fuggitivo non chiedeva mai pareri ad alcuno (tranne che a Maurino) sulla destinazione e le date, mettere d'accordo tutti è impossibile! OK ho imparato la lezione. |
|
| Comunque….il gruppo è un po' spaurito (che dite, non si fidavano?) siamo solo sette ma vale la regola pochi ma buoni. Le solite immancabili presenze assicurano Maurino (non aspetta altro che partire, che poteva mancare?), Big Mauro (che per l'occasione si è giocato il super-mega-maxi Jolly), Paolino (mesi a tartassare "allora quando si parte?"), il mitico Deep Man Lionello (ancora siamo riusciti a non perderlo, anche se in questo viaggio ha subito un grosso trauma), Michelassimo (che zitto zitto, bono bono fa casino per cinque) e la New Entry Costantino (autoribattezzatosi stallone di razza, l'autrice ovviamente declina ogni eventuale verifica!!! X ovvi motivi aggiungerei!)……ah ovviamente c'ero anche io, Chiara, colei che aveva organizzato il viaggio (sventurata!) la cosiddetta "biologa" (NON SONO biologa, accidenti!!!). |
|
| Dopo il solito viaggio lungo ed estenuante fatto di ore ed ore di aereo in cui assistiamo alle peggio scene e in cui al solito c'è chi non si cheta mai (non conosco) e non chiude occhio perché troppi film e troppi giochini e troppe cose da fare, arriviamo nel pomeriggio a Kota Kinabalu esausti, accaldati e fetenti come cammelli. E lì ci attende l'amara sorpresa …..il referente ci comunica che il Tour Operator non ha inviato i soldi e che quindi o si chiarisce "l'equivoco", o si ripaga o ci lascia lì! Ma straputt… della miseria impestata e ladra, fetente e maledetta…..qui si comincia e dopo diverse ore si finisce. OK panico, l'incazzatura divampa in noi (ma anche fuori), la delusione e la rabbia sono cocenti anche perché non riusciamo a chiarire subito, si sprecano le telefonate in Italia per sentire quel mare di rabbia che è ormai mio padre (il titolare dell'agenzia che ha spedito regolarmente i soldi al TO) e che già sbraita di menare l'idiota a cui ci siamo appoggiati…..poi, ovviamente si chiarirà tutto, ma solo il giorno dopo, la colpa "al solito" era delle banche e tutto è sistemato. Dopo qualche ora di frustrazione, arriva l'ora di cena e ci consigliano ciò che si rivela essere un misto fra un incubo e una meraviglia, l'"Ocean Sea Food Restaurant". Lungomare di KK all'aperto, insegne luminose e un sacco di gente, qui butta bene, dentro il ristorante innumerevoli vasche con poca acqua ed uno strucinio di bestie addossate l'un l'altra, crostacei di tutti i tipi, svariati molluschi, cernie e murene ….. mi si gela il cuore, ma come faccio a dire povere murene se me magno i gamberi?….e allora faccio silenzio ma al momento della scelta indirizzo il famelico Big Mauro su altre mire. La cena ovviamente si rivela pantagruelica e buonissima e i Nostri, alla facciaccia di tutti, si rasserenano immediatamente con buon cibo e birrini. Accanto a noi dei piemontesi conosciuti in aereo e con nostra stessa destinazione non reggono il passo accontentandosi di una miserrima cernia bollita (ma per piacere!!) e segniamo il primo punto Toscana-Piemonte. Il giorno dopo, chiarito tutto, l'animo è alle stelle e la destinazione ci sembra a 'sto punto reale. Altro aereo privato, favoloso ANTOMOV russo modello Fantozzi….e c'è chi parte a sciorinare il rosario. Nota "deprimente", al momento del check-in pesano tutto, noi compresi e il gamberone al burro della sera precedente aumenta il nostro senso di colpa di occidentali bozzoli (SIC!). Altra ora di volo e, incredibile ma vero, riusciamo a giungere a destinazione…..arriviamo a Layang Layang, la famosa isola che non c'era! Come atteso, sull'isola non c'è assolutamente niente ….. niente più del necessario, diving, cibo abbondante, camere accoglienti e la magica ombra…..delle palme? No, dei pini!...beh, non lo sapevate? I famosi pini marittimi malesiani che in Asia vanno per la maggiore…un po' come a Viareggio, insomma. Ed immancabili, il solito stuolo di giapponesi beoni e strani (alcuni con K-way e/o passamontagna addosso, ma del resto con 30 gradi all'ombra ci si potrebbe raffreddare, no?). Ok! passati i primi secondi per ambientarci, cioè metterci costume da bagno e toglierci le scarpe, ci dirigiamo subito al diving super-organizzatissimo dove, dopo aver scrupolosamente controllato sia i brevetti che il log-book (per il solito principio che non tanto il brevetto ma le immersioni fanno il buon subacqueo), ci avvertono che le immersioni vanno fatte entro curva e che non bisogna MAI E POI MAI superare i 40 metri, se ciò avvenisse ? cartellino giallo e tutti fuori dall'acqua ed alla seconda . .. cartellino rosso e stop immersioni……immediatamente si sente un botto, Lionello è svenuto! Passato il trauma ci vestiamo e un po' avviliti dalla notizia, un po' comprensivi (del resto non c'è una camera iperbarica nel raggio di chilometri e chilometri e se capitasse anche una sciocchezza in quest'isola sperduta sarebbe veramente un problema), ci accingiamo a compiere la nostra prima immersione. I primi tuffi non sono dei migliori, la barriera corallina è ovunque fittissima ma mancano i colori e il pesce c'è ma non è quella grande esplosione che mi aspettavo di trovare; dove sono le miriadi di tartarughe di Sipadan? E gli alcionari con la luce dentro di Gangga? Ed i mega giganteschi napoleoni delle Maldive? Niente di tutto ciò appare ai miei occhi e malgrado la visibilità sia la più incredibile mai osservata finora (almeno 40-50 metri sia in verticale che in orizzontale, una cosa veramente strepitosa !!) devo ammettere che mi aspettavo qualcosa di più. Passa il primo giorno e inizia il secondo, mercoledì. Cambia il sito di immersione, non cambia la visibilità né l'aspetto esterno del reef…..cambia però il mio modo di osservare quello che ci circonda e inizio a notare che il corallo non è colorato, quello si, però ci sono delle forme di corallo mai viste prima neanche nei documentari….vedo addirittura dei "fiori"(!?!) e a guardare bene ci sono una miriade di pesciolini che sembrano normali pesciotti di barriera ma che in realtà sono diversi da tutti quelli precedenti. Ed i pesci grossi? Beh non ci saranno miriadi di tartarughe, né giganteschi napoleoni però non passa un'immersione senza vedere tutto…..e per tutto intendo tutto, cioè squaletti (a volte anche pinna nera), napoleoni, bat-fish, barracuda, tartarughe, pappagalli dal rostro, carangidi e tonnetti vari…..insomma, tutto sommato non manca mai nulla e ovunque ti giri ci sono sempre svariate cose da notare. Quindi mercoledì la conclusione è :"bello! Decisamente belle immersioni". |
|
| Poi arriva Giovedì, giorno da segnare perché abbiamo sentito parlare di un particolare sito dove ancora non siamo mai stati e dove di norma vogliono andare tutti….. mmmmh, perché mai? Vogliamo andare a vedere cosa ci sarà di tanto interessante. Già dal breefing l'immersione cambia completamente registro, ci immergiamo non in parete ma nel blu…..chissà cosa cerchiamo? Mentre pedaliamo assolutamente circondati da nulla se non dai compagni di immersione e dal "profondo e blu" (come insegna il nostro amico Nemo) si vedono delle ombre, "ecco" penso "inizio a vedere le macchie, ho la pressione bassa come al solito" e invece le macchie non se ne vanno e anzi diventano delle figure sempre più definite e sempre più numerose…..cielo, un banco di martelli . . . . clamoroso !!!! |
|
| Ecco perché
tutti volevano venire qui!?! L'eccitazione è a duemila, Maurino armato
di creatura scatta avanti perché, al solito, il filmino prima di tutto,
io in preda al delirio del naturalista metto il turbo perché li voglio
vedere da vicino e gli altri, manco a dirlo, ci seguono a
ruota…..ovviamente i martelli se la fanno addosso da brave creature
pacifiche e timide quali sono e se ne vanno immediatamente. L'incontro è durato poco e il filmato, scopriremo poi, non è venuto a fuoco ma la soddisfazione è veramente tanta. Abbiamo visto gli squali MARTELLO, wow! Tutti contenti finiamo la giornata con altre due/tre immersioni e guardando tutto con occhi diversi, l'entusiasmo ormai ci ha contagiato. La sera però, dopo aver verificato Toscana-Piemonte due a zero, ci viene un dubbio, è mai possibile però che tutti quelli che fanno l'immersione lì, vedano il banco di martelli? Allora ci impuntiamo e il giorno dopo anche se non per primi ci facciamo riportare nello stesso luogo. Lo schema di attacco è il solito, discesa in parete, ci allontaniamo verso l'esterno uno di fianco all'altro. Il più vicino alla parete si allontana finché intravede soltanto la parete, quello accanto a lui si allontana ulteriormente e così via fino all'ultimo ..(..che volendo potremmo abbandonare lì e si accorgerebbe di ben poco) dopodichè procediamo paralleli alla parete incrociando le dita. Manco a dirlo li rincontriamo e, essendo stati ben indottrinati dalla nostra guida, manteniamo una pinneggiata lenta e l'incontro dura così svariati minuti. L'emozione è ancora più forte, il risultato è che non vogliamo più rinunciarci. Il sito dei Martelli è "Gorgonia Forest", per chiunque decidesse di andare a Layang a dare un'occhiata. |
|
| Nei giorni che rimangono, cioè sabato e domenica, non ci facciamo scappare una capatina al sito ormai ribattezzato "Galardi Reef" (chissà poi perché?), e le nostre speranze sono più che ripagate. Ogni volta rincontriamo il grosso banco di pacifici squali, ogni volta l'incontro è più lungo e più vicino e dopo proseguiamo l'immersione sullo splendido reef che non manca mai di stupire. La soddisfazione è stata totale, il ricordo ancora mi entusiasma (a dire il vero un contatto è stato così ravvicinato che per poco non me ne prendo uno nei denti…..e non è un eufemismo!) ed il filmino è venuto bene (almeno ai fiorentini). Che avremmo potuto chiedere di più? Certo, forse qualche immagine controsole per il nostro fotografo ufficiale, con noi sotto e gli squali tra noi e la superficie, ma questo è proprio cercare il pelo nell'uovo. E a parte la gioia di questi incontri ripetuti e la contentezza che tutto sommato il posto è ben più meraviglioso di quanto possa apparire in un primo momento. Una domanda si impone a noi tutti, ma quei deficienti che cavolo fanno? Avanti e indietro tutto il giorno? La risposta sperimentale pare essere di si, tanto è che una volta li vedevamo in una direzione e la volta dopo in quella opposta (a seconda della corrente? BOH!). Ma a dire il vero chi se ne frega, li abbiamo visti e bene anche, tanto basta per giustificare un viaggio del genere. Non so quanto sia stato nostro immenso e sfacciato culo, sia per la visibilità che per i martelli, ma la mia conclusione, e penso di poter parlare a nome di tutti, è che non solo la Malesia resta un posto eccezionale con un sacco di cose da vedere e persone gentilissime (come il nostro Kriss malese), ma che anche questa destinazione è un luogo magico e un paradiso sommerso al pari di Sipadan. Quindi, se vi capita, andateci! Chiara Leggi anche l'articolo di Big Mauro con le altre splendide fotografia |
|
|
|
|
|
Copyright © 2004 A. S. D. Okeanos - Insieme alla scoperta del mare |
|