Gli articoli dei soci dell' A.S.D. OKEANOS

Gangaa Island 2001
Febbraio 2001

Eccoci anche quest'anno di ritorno dal consueto viaggio annuale dell'OKEANOS e come gli altri anni cercherò di raccontarvi brevemente com'è andata.
Gangga Island, si trova esattamente a nord di Manado, a 45 minuti di barca dall'estremo punto a nord dell'Isola di Sulawesi in Indonesia. Volevamo andare in un posto non ancora conosciuto dalla maggior parte dei subacquei, ma che potesse regalarci delle bellissime immersioni. Vi posso assicurare che ci siamo riusciti in pieno.
Ma andiamo con ordine. Ci ritroviamo la mattina del 25 gennaio all'aeroporto di Peretola (Firenze) alle ore 5,45 per prendere il volo Meridiana per Parigi, dove ci saremmo ricongiunti con il resto del gruppo che non partiva da Firenze. 
A Parigi avveniva l'assemblamento definitivo del gruppo, che comprendeva 38 persone più la "mascotte" Asia, una splendida bambina di tre anni che ha accompagnato i genitori in questa vacanza. Imbarcati sul Jumbo della Singapore Airways voliamo per 13 ore e mezzo, arrivando a Singapore alle ore 9.30 (ora locale del 26/01, +7 ore di fuso orario).

Il volo per Manado partiva la mattina presto del giorno successivo ed all'albergo a Singapore, dove saremmo rimasti a dormire, il gruppo si divideva in tre:
1. Maurino (io), Chiara (la naturalista), Nick, Lidia, lo Zio (di Emy), David (vecchia conoscenza),Big Mauro (altro nome ormai famoso);
2. Michelassimo, Giovanni (Bulle), Alessio (Balli), Pino (photo-man), Mauro (sette), Asia (mimma), Giusy (mamma), Paolo (mammo);
3. Massimiliano (orso), Emy, Riccardo, Alessio (rosso), Failli, Paolino, Mira, Manu, Daniela (mana), Tere, Andrea, Mara, Gabriele, Maurizio (il bello), Cristiana, Enrico, Lorenzo, Chiara, Lisa, Rosanna, Claudia, Lorenzo, Marco.
Il primo gruppo capitanato da me, dopo una doccia da sprint, si lanciava per le vie di Singapore accaparrandosi tutti i mezzi di locomozione possibili per raggiungere Sentosa Island, un parco sul mare dove possiamo ammirare tra le altre cose uno degli acquari più belli al mondo.
Il secondo gruppo si riposava con calma in albergo, per poi raggiungere il centro della città e dare vita ad alcune contrattazioni sui prezzi nei grandi magazzini, tanto che i gestori dei negozi si ricorderanno negli anni a venire.

Il terzo gruppo, catturato un pulman si lanciava in un giro panoramico della città fermandosi ad ogni mercatino e macinando chilometri sia col pulman sia a piedi.
Prima di dividerci ci eravamo dati appuntamento tutti quanti alle ore 19.30 per andare a cena ed ero stato io a scegliere il luogo di ritrovo. Quale luogo poteva essere meglio del centro commerciale della Warner-Bros con i vari Bugs-Bunny, Duffy-Duck, Dinamite-Bla ecc. ecc.? Infatti tutti d'accordo ci siamo lasciati, convinti che qualsiasi taxista avrebbe saputo dov'era il centro commerciale della Warner-Bros. Errore !!!, io ero stato a Singapore nel 1997, e in Ochard-Road (la strada principale di Singapore) sono aumentati i centri commerciali, ma l'unico ad aver chiuso è stato proprio quello della Warner-Bros e perquesto si sono viste 39 persone camminare su e giù per Ochard-Road, verso le 19.30, nel vano tentativo di ritrovarsi.
Dopo molto tempo e molti chilometri ci siamo ritrovati tutti e, finalmente, siamo andati a cena e subito dopo di corsa a letto, visto che al mattino ci aspettava una levataccia.
Il volo Singapore - Manado si è svolto senza problemi e dopo 2 ore di safari per raggiungere il punto d'imbarco, eccoci finalmente sul mare, sulla barca con la prua rivolta verso GANGGA. 

Appena arrivati siamo stati accolti da uno splendido cocktail di benvenuto e dall'immancabile acquazzone tropicale che ci ha ridotti a dei pulcini fradici nel breve tratto tra il corpo centrale del resort ed i vari bungalows.
Il giorno dopo sono iniziate le immersioni e divisi in 4 gruppi (su 39 persone i subbaroli erano 29) cominciavamo ad ammirare i fondali ancora praticamente vergini di questa splendida isola.
Ogni barca (3 barche) andava giustamente in un posto diverso dalle altre in modo che alla fine della settimana avremmo fatto tutti le stesso immersioni, ma in momenti diversi.
I punti d'immersione non sono proprio intorno all'isola ed occorrono ogni volta circa 40 minuti di barca per raggiungerli, ma vi assicuro che lo spettacolo che si apre davanti ai nostri occhi ripaga dei 40 minuti di barca.
Gangga è attrezzata con un resort a conduzione italiana, perciò anche la nostra piccola mascotte non ha avuto problemi ad adattarsi al cibo, poi per il lieto nostro diletto Michelassimo ha avuto la splendida idea di portare un "barattolino" di nutella da 3 (tre) Kg. La mattina a colazione il "barattolino" è stato l'ospite più gradito ai tavoli.
Il Diving gestito dagli amici Nanni e Sonia, con l'aiuto delle guide Terry e Lorenz, si è dimostrato all'altezza di gestire un gruppo di 29 sub, con ognuno le proprie idee e la voglia di vedere cose particolari.
Sulle cose particolari credo che non ci sia posto al mondo migliore di Gangga, perché pur non essendo presente pesce di grosse dimensioni o grossi branchi, possiamo vedere cose uniche, tipo la murenina giallo-blu, i granchi porcellana, il granchiorango, i pesci falco, gli Hippocampi nani, i gamberetti simbionti, tutte le specie di pesci pagliaccio, pesci foglia, pesci cobra, serpenti di mare, alcionarie e gorgonie di tutti i colori a perdita d'occhio, specialmente in un'immersione che si chiama Pulisan e che abbiamo fatto sia di giorno che di notte. Una cosa non positiva (per chi interessa) sono le linee telefoniche. Comunicare da Gangga è praticamente impossibile anche se i ragazzi della reception si fanno in quattro per riuscire a farvi telefonare.

I Bungalow sono tutti con aria condizionata, e tutto il complesso è comunque di recentissima costruzione.
Tornando al Diving, questo è attrezzato benissimo, tanto che è l'unico posto dove ho trovato le bombole di acciaio da 12 litri con doppio rubinetto e con possibilità di attacco DIN.
Le immersioni non sono particolarmente difficili, anzi direi che è il posto ideale dove anche chi ha poca esperienza può farsela senza problemi. L'unica cosa a cui prestare attenzione sono le correnti particolarmente forti, a volte nei cambi di marea. Perciò il consiglio è quello di seguire bene il briefing pre-immersione delle varie guide in modo da sapere cosa aspettarsi e come comportarsi.
La sera dopo cena, quasi sempre servita ai tavoli, ci pensavamo noi ad allietare la serata con disperazione degli addetti alla hall, che dovevano rimettere a posto tutti i divani e poltrone che noi puntualmente spostavamo per fare spazio ai nostri giochi.
E fra scherzi (granchi nel letto) e acquate ( Chiara naturalista, ha portato il superliquidetor e sempre Michelassimo, 150 pallocini per gavettoni), le sfide a beach volley quando rientravamo dall'immersione pomeridiana, è passata la settimana quasi senza accorgersene.

Una cosa da stare attenti e che qualcuno di noi ha sperimentato sulla propria pelle è il sole, vi assicuro che lì brucia in modo incredibile e ci  si deve armare di protezioni alte.
Per chi non si immerge Gangga offre una splendida spiaggia e  uscite giornaliere per fare snorkeling,  escursioni sull'isola, nonché biliardo, tiro con l'arco, canoa indonesiana,  il tutto organizzato da Mario.
Credo di avervi raccontato tutto, ma chi vuole saperne di più su Gangga o su qualunque altra meta sub al mondo, può contattare direttamente INSIEME SOTT'ACQUA tel. 055/417738 e chiedere di Mauro, che sarà felice di rispondervi e di darvi tutte le notizie che qui non ho potuto scrivere.
Un saluto a tutti e . . . . al prossimo.
Maurino 
Foto di M. Chiaramonti

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