Gli articoli dei soci dell' A.S.D. OKEANOS

Un lungo ponte di immersioni.
Ciao a tutti, 

sono sempre Maurino e questa volta sono qui per raccontarvi non di qualche viaggio nei mari tropicali, ma di una gita di 4 giorni in barca con partenza da Porto S. Stefano all'Argentario,con gli amici dell'Okeanos.
Visto che il calendario quest'anno ci dava la possibilità di fare un discreto "ponte" con un solo giorno di ferie abbiamo pensato di organizzare una mini-crociera subacquea, nei giorni dal 25 al 28 aprile compresi, dopo aver contattato l'amico Gianni della barca Marea.
A questo ponte dedicato alla subacquea eravamo in 18 persone più Chiara (quella delle mante per chi ha letto gli articoli sulle Maldive) che non potendo fare tutto il ponte per motivi di lavoro, è partita con noi il 25, dopo le immersioni ha preso alla sera il traghetto dall'isola del Giglio tornare a Firenze per 2 giorni ed è ritornata domenica  al Giglio per trascorrere ancora un giorno con noi.
Cosa non fa l'amore  . . per la subacquea !
Per evitare di fare un'alzataccia il 25 per essere a Porto S. Stefano alle ore 9,00, ci siamo ritrovati  mercoledì 24 sera alla barca, prendendo possesso delle cabine, e la mattina del 25 siamo salpati destinazione Isola del Giglio. A dire la verità il programma prevedeva il primo giorno alle Formiche di Grosseto, ma il maltempo dei giorni precedenti e l'onda lunga ancora persistente ci ha fatto cambiare il programma.

Siamo arrivati al Giglio andando ad ancorare nella piccola baia delle "Cannelle" e ci siamo immersi al vicino punto d'immersione delle "Scole", dopo aver formato due gruppi, uno di "open" e l'altro dei sub più esperti.
Immergersi alle "Scole" è sempre suggestivo, data la scenografia del fondale che si apre alla vista quando "girelliamo" tra gli scogli sommersi e dove non è raro imbattersi in qualche barracuda o dentice anche a basse profondità.
Dopo le immersioni siamo andati a Giglio Porto in gommone per accompagnare la Chiara al traghetto e dopo averla salutata  siamo tornati alla spiaggia delle "Cannelle" a piedi, fermandoci al bar sulla spiaggia a prenderci un aperitivo, mentre il sole tramontava sul mare con dei colori bellissimi.


Veduta delle Cannelle

Tornati a bordo ci siamo preparati per la notturna, dalla quale siamo usciti tanto affamati da "spolverare" la ricca ed abbondante cena preparata da gli amici Gianni e Giuliano.
Il giorno successivo siamo  salpati dopo la ricca colazione ed abbiamo raggiunto "Cala dell'Allume". La baia offre una profondità massima di 13 metri, caratterizzata da grottini ed archi che danno la possibilità di percorsi particolari, arricchiti da giochi di luce e dalla presenza di un "Presepe".
Terminata l'immersione ci siamo spostati a Giglio Campese per il meritato pranzo e dopo un riposo ci siamo immersi a "Punta delle Secche". Una bella immersione dove abbiamo potuto osservare splendide pinne nobilis,  un branco di spigole e dei saraghi di dimensioni notevoli.
In attesa della notturna ci siamo ancorati davanti a Campese attraccati al traliccio e siamo scesi a terra per  un po' di shopping tra i negozietti del luogo, finendo poi a degustare un aperitivo ad un bar sulla spiaggia nell'ora del tramonto.
Tornati a bordo dopo l'immersione notturna, saziati dalla cena ed affiatati da due giorni trascorsi insieme, ecco prendere il sopravvento le parti nascoste di noi. Abbiamo iniziato con le barzellette, ma poco dopo Paolo Di Maggio, insieme a Giuliano, metteva in funzione lo stereo e cominciavano le danze a suon di disco-music. L'atmosfera si è riscaldata e la tranquilla barca di subacquei si è trasformata in una discoteca galleggiante che ha attirato gente anche dalle barche vicine, scatenate in danze alla luce delle torce sub e delle star-ligth, fino a tardi. 

Tramonto al Giglio

Veduta di Campese

Paolo

Disco-music-mar
Ma il riposo in cuccetta, dopo la baldoria e la stancante giornata, è stato interrotto intorno alle 3,15, quando una violenta sciroccata ci ha fatto alzare di corsa per raccogliere dal ponte superiore della barca le attrezzature che avevamo messo ad asciugare.
Il mattino successivo il mare era bellissimo per un quadro di mare in tempesta e  non certo per dei sub che volevano andare a Giannutri.
Dopo la colazione abbiamo deciso di provare ad immergerci al Faraglione di Campese  e, nonostante che fosse più che un ripiego rispetto le programmate immersioni di Giannutri,  qualche cosina abbiamo visto, come una discreta distesa di pinne nobilis.
Nel pomeriggio il mare non è migliorato molto ed abbiamo fatto la seconda immersione a secca Pignocchi dove abbiamo visto dei barracuda e alcune spigole.
Alla sera abbiamo fatto la notturna al Traliccio (praticamente sotto la barca), tanta era la voglia di immersione, ma nonostante il posto non proprio idilliaco, abbiamo visto: 2 pesci S. Pietro, murene a sfare, spirografi, una seppia grossa, un'astice con le chele grandi come la mano di un uomo e una splendida alicia mirabilis aperta.
Rinfrancati da tutto ciò, rientrati sulla Marea ci siamo gettati, come lupi affamati, sulla cena preparata da Gianni, spolverando anche i piatti.
Al mattino dell'ultimo giorno, Gianni ci da una orrenda notizia: la bombola del gas è finita! neanche un po' per fare il caffè. 
Il mare è migliorato ma non permette ancora di andare a Giannutri ed allora prendiamo la decisione di andare a Cala Cupa dall'altra parte del Giglio, dopo di che fare l'ultima immersione e tornare a P. S. Stefano.
Arrivati a Cala Cupa, Giuliano porta i non sub a Giglio Porto con il gommone e prende Chiara che nel frattempo era arrivata col traghetto e ci prepariamo per una immersione che, devo dire, è una delle più belle del Giglio, anche se "fonda".
Infatti dalla punta dobbiamo immergerci in diagonale verso il largo e verso Giglio Porto, superando tutta una zona di sabbia fino ai 40 mt., da dove comincia una parete meravigliosa con dei ventagli di gorgonie rosse da nascondersi dietro.


Calacupa

Chi era nel gruppo degli open ha fatto un'immersione certamente meno impegnativa, ma non per questo meno interessante.
Rientrati in barca siamo partiti subito per Porto S. Stefano, dove siamo arrivati nel primo pomeriggio. Appena approdati, Gianni ha installato subito la nuova  bombola del gas e ci cucinava uno splendido pranzo tutto a base di pesce, roba da far rizzare i capelli ad un calvo !
Devo dire che questi 4 giorni, nonostante il mare mosso, sono stati piacevoli e divertenti, anche se sono passati troppo velocemente. Per questo abbiamo deciso di tornare, anche per un solo week-end a fine giugno.
Eh si ! l'arcipelago Toscano  rimane sicuramente la meta più ambita e più interessante  per la maggior parte dei subacquei e se poi ci mettiamo una compagnia piacevole, un cuoco eccellente ecco che si rasenta la perfezione. Allora appuntamento a fine giugno e un suggerimento all'amico Gianni . . . occhio alla bombola del gas.
Ciao a tutti 
Maurino

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